
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un 48enne cittadino macedone cui l’Ufficio della migrazione del Canton Turgovia aveva rifiutato il rinnovo del permesso di dimora a causa delle numerose condanni e degli ingenti debiti collezionati nel corso degli anni.
Il 48enne era arrivato in Svizzera nel 1992 e in 25 anni è stato condannato dodici volte per reati finanziari, ripetute infrazioni alla Legge federale sula circolazione e altri reati minori. Il 17 settembre 2015, al momento della decisione dell’Ufficio della migrazione (preceduta da ben due avvertimenti), a suo carico risultavano diversi attestati di carenza beni (per un totale di 406'033.45 franchi) e ben 42 precetti esecutivi (per un totale di 192'273.85 franchi).
Prima di rivolgersi al Tribunale federale il 48enne aveva ricorso al Tribunale amministrativo cantonale ma, mentre il gravame era ancora pendente, le autorità doganali di Innsbruck gli avevano intimato il pagamento di più di 25'000 euro di tasse e dazi doganali in relazione a un tentativo di contrabbando di un ingente quantitativo di sigarette. Come se non bastasse anche l’Amministrazione federale delle dogane gli aveva in contestato il mancato pagamento di più di 100'000 franchi di dazi doganali.
Il suo ‘curriculum’ ha pertanto convinto i giudici di Mon Repos della bontà della decisione delle autorità turgoviesi. L’espulsione del cittadino macedone rientra infatti nell’ambito di un interesse pubblico che prevale sul suo interesse privato di restare in Svizzera.
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