
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha avviato stamani la campagna in vista della votazione del 28 novembre relativa all'iniziativa popolare dell'UDC «per l'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)». Consiglio federale e parlamento chiedono a popolo e cantoni di respingerla e sostenere il controprogetto diretto del parlamento, ha ricordato la ministra di giustizia e polizia. Accompagnata dal presidente del Governo giurassiano Charles Juillard e dalle consigliere di Stato Karin Keller-Sutter (SG) ed Esther Waeber-Kalbermatten (VS), la consigliera federale ha ricordato che l'iniziativa intende revocare automaticamente, indipendentemente dalla gravità del reato, il diritto di soggiorno agli stranieri che hanno commesso determinati reati o percepito abusivamente prestazioni sociali. Rafforzare l'efficacia della lotta contro la criminalità è una tra le principali preoccupazioni della popolazione. Si tratta dunque di garantire una pratica più coerente e più rigorosa dei cantoni in materia di rinvio, ha dichiarato alla stampa la consigliera federale, che porterà avanti questa compagna fino al primo novembre. Il testimone passerà poi alla nuova ministra di giustizia e polizia, la socialista Simonetta Sommaruga. Illustrando i vantaggi del controprogetto rispetto ai difetti dell'iniziativa, che non lascerebbe ai cantoni alcun margine di apprezzamento, Eveline Widmer-Schlumpf ha detto che quest'ultimi sarebbero costretti a revocare l'autorizzazione di soggiorno a un minorenne condannato per furto con scasso, causando solo danni minori. La ministra ha sottolineato che, rispetto ai criminali svizzeri, la quota di quelli stranieri condannati è elevata e che sia l'iniziativa che il controprogetto propongono norme vincolanti per la revoca del diritto di soggiorno dei criminali stranieri. Più chiaro e completo Tuttavia - ha proseguito - a differenza dell'iniziativa, il controprogetto elaborato dal parlamento ha il pregio d'essere più chiaro e completo. Quale criterio decisivo per la revoca del diritto di soggiorno, esso adotta la gravità del reato specifico e non si fonda su un elenco limitato di reati. L'espulsione è così prevista per un'infrazione passibile di una pena privativa della libertà di almeno un anno. Sarebbero interessate oltre trenta infrazioni. Tra queste, vi sono quelle che figurano nel testo dell'iniziativa (assassinio, omicidio, stupro, rapina, tratta di esseri umani, traffico di stupefacenti), ma anche la presa d'ostaggi, l'incendio doloso, l'estorsione e il ricatto. Su certi aspetti, il controprogetto si spinge addirittura più lontano dell'iniziativa. Prevede anche la revoca del diritto di soggiorno se uno straniero è stato condannato a una pena privativa della libertà di almeno due anni o, se recidivo, se è stato condannato a varie pene per un totale di 720 giorni nello spazio di dieci anni. Compatibile col diritto internazionale Altro grosso vantaggio - secondo Widmer-Schlumpf - della soluzione elaborata dal parlamento: rispetto all'iniziativa, l'attuazione del controprogetto è chiara e non lascia questioni irrisolte in merito alla compatibilità con la Costituzione e con il diritto internazionale pubblico. Il controprogetto afferma che le decisioni devono essere prese nel rispetto dei diritti fondamentali. Infine, Eveline Widmer-Schlumpf ha ribadito la necessità di non puntare soltanto sulla repressione: il controprogetto prevede una serie di disposizioni sull'integrazione degli stranieri. «Una buona integrazione - ha affermato - permette di prevenire la criminalità». Al posto delle attuali 400 espulsioni annue, questa cifra salirebbe a 800 con il controprogetto e a 1400 con l'iniziativa, ha aggiunto la consigliera federale, pur ricordando che queste previsioni vanno «prese con le molle». Cantoni interessati A differenza del Consiglio federale, la Con
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