Cerca e trova immobili
Svizzera
Espulsione in vista per i jihadisti iracheni?
Espulsione in vista per i jihadisti iracheni?
Espulsione in vista per i jihadisti iracheni?
Redazione
9 anni fa
Berna sta negoziando un accordo con Baghdad per il rimpatrio dei cittadini iracheni ritenuti pericolosi

Svolta in vista nel caso dei tre jihadisti iracheni processati lo scorso 29 febbraio a Bellinzona. Dopo il caos scoppiato tra Fedpol, Tribunale federale e Ufficio federale di giustizia riguardo l'espulsione di uno dei tre (vedi articoli suggeriti), Berna ha deciso di negoziare una soluzione per il rimpatrio di cittadini iracheni ritenuti pericolosi.

La Fedpol, ricordiamo, aveva posto in detenzione in vista di rinvio coatto uno dei tre, che pure aveva manifestato l'intenzione di tornare in Iraq, ma il Tribunale federale e l’Ufficio federale di giustizia avevano bloccato la decisione a causa dell'elevato rischio per la sua sicurezza in caso di rimpatrio. 

La Confederazione sta attualmente negoziando un accordo di riammissione con l'Iraq. I cittadini iracheni che hanno scontato una pena in Svizzera e rappresentano ancora un pericolo per la sicurezza interna dovrebbero quindi poter essere espulsi. "Siamo all'inizio delle discussioni" e niente è ancora in agenda, ha precisato ieri all'ats Cathy Maret, portavoce dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol), confermando informazioni pubblicate dalla "NZZ am Sonntag". "Si tratta di trovare delle intese di principio", ha aggiunto. Dopo l'incontro con una delegazione irachena giunta in Svizzera all'inizio dell'anno, i contatti proseguono. L'accordo riguarderà prima di tutto i cittadini iracheni condannati in Svizzera per sostegno o appartenenza a un'organizzazione terroristica. L'intesa potrebbe però interessare anche altri tipi di delitti gravi se l'autore rappresenta una minaccia per la sicurezza interna. Il problema principale risiede nel fatto che la Svizzera deve garantire la sicurezza delle persone espulse, in particolare nei Paesi dove viene praticata la tortura o esiste la pena di morte. Secondo una fonte anonima sentita dalla "NZZ am Sonntag", Berna potrebbe appoggiarsi all'aiuto di un'organizzazione non governativa (ONG). Fedpol però non commenta questo aspetto. L'Ufficio è responsabile ad oggi di circa 60 inchieste penali su mandato del Ministero pubblico della Confederazione in relazione al terrorismo jihadista, secondo la Maret. Si tratta in particolare di sospetti di sostegno alle organizzazioni attraverso propaganda.

Negli scorsi giorni il presidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e Polizia Hans-Jürg Käser aveva invocato misure più severe.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata