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Svizzera
Espulsione criminali stranieri, trovato compromesso
Redazione
11 anni fa
A 5 anni dall'iniziativa UDC, il parlamento ha deciso per l'espulsione degli stranieri che commettono reati passibili di una pena superiore ai tre anni

L'espulsione degli stranieri criminali, i limiti alla costruzione di case di vacanza, l'adozione di migliori condizioni per i figli di coppie separate, figurano tra i dossier più importanti giunti al termine dell'iter legislativo durante la sessione primaverile delle Camere federali conclusasi oggi. 

Cinque anni dopo il sì popolare all'iniziativa UDC sull'espulsione degli stranieri che commettono reati, il parlamento è riuscito a mettersi d'accordo su una legge d'applicazione che inasprisce il Codice penale, nel rispetto tuttavia del principio di proporzionalità.

In futuro, quindi, gli stranieri che commettono crimini passibili di una pena superiore a tre anni rischieranno l'espulsione automatica per un periodo di 5-15 anni. I giudici avranno un certo margine di manovra per i casi difficili. La riforma prevede anche la reintroduzione delle espulsioni non obbligatorie. Prima del voto, il presidente UDC Toni Brunner (SG) ha espresso il proprio malcontento per l'introduzione nella legge della clausola di rigore, aggiunta che secondo lui non rispetta la volontà popolare.

Un compromesso è stato raggiunto anche su un altro tema delicato, ossia l'applicazione dell'iniziativa popolare di Franz Weber per limitare la costruzione di residenze secondarie. Sorprendendo un po' tutti, PLR e UDC (con PPD e PBD a fare da spettatori...) hanno raggiunto un compromesso fuori dall'aula del Parlamento con Vera Weber, figlia del padre dell'iniziativa, che aveva minacciato il referendum se le Camere avessero adottato un testo di legge troppo annacquato.

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