
Le statistiche pubblicate oggi sulle esportazioni di materiale bellico dimostrano ancora una volta che la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) trascura i diritti umani a vantaggio dell'industria dell'armamento: lo afferma il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) in una nota odierna. Le esportazioni verso l'Arabia Saudita (il secondo acquirente per ordine di importanza nei primi nove mesi dell'anno, ndr.) evidenziano chiaramente che la SECO chiude gli occhi di fronte alla tortura e alla pena di morte, afferma il GSsE. Secondo la segretaria Rahel Ruch, "è un'illusione credere che la SECO controlli in modo restrittivo le vendite all'estero". Anche nei paesi in via di sviluppo o in alcuni Stati coinvolti in conflitti armati la Svizzera contribuisce a uccidere persone innocenti, aggiunge il GSsE, l'organizzazione che ha lanciato l'iniziativa popolare per vietare le esportazioni di materiale bellico, in votazione il 29 novembre. ATS
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