
L'esplosione della canna di un lanciamine che provocò gravi lesioni a una recluta nel 2018 sulla piazza di tiro di Wichlen (GL) è dovuta probabilmente ad una manipolazione errata. La giustizia militare ha chiesto l'apertura di un'istruzione preparatoria nei confronti di tre indiziati.
Al momento di caricare il colpo, nella canna era già presente una granata non innescata. È probabile che la squadra non si sia resa conto della presenza del colpo non partito e che al momento dell'inserzione della seconda granata questa ha premuto su quella già presente innescando la carica propulsiva.
Le indagini hanno escluso sia difetti a livello della canna del lanciamine, sia disfunzioni delle granate o delle cariche propulsive impiegate, precisa un comunicato. Il giudice istruttore militare ha chiesto l'apertura di un'istruzione preparatoria nei confronti di tre membri della squadra del pezzo, sospettati di lesioni colpose plurime, abuso e sperpero di materiali e inosservanza di prescrizioni di servizio.
L'incidente è avvenuto il 27 marzo 2018, mentre la scuola reclute di fanteria 12 era impiegata in un'esercitazione di tiro con lanciamine 72 da 8,1 cm. Al momento del lancio di una granata, la canna di un lanciamine è esplosa e una scheggia ha gravemente ferito al volto una recluta che si trovava in un autocarro Duro parcheggiato dietro il lanciamine. Altre due reclute che si trovavano nelle immediate vicinanze dell'arma sono state investite dall'onda d'urto, ma sono rimaste praticamente illese grazie all'equipaggiamento di protezione.
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