
In un rapporto presentato oggi a Ginevra al Consiglio dei diritti dell'uomo, il relatore dell'ONU sui diritti di riunione e di associazione, Maina Kiai, critica la legge ginevrina sulle manifestazioni e in particolare la prevista multa sino a 100'000 franchi. Il kenyano è preoccupato per un grande numero di restrizioni alle manifestazioni pacifiche in paesi come Bahrain, Bielorussia, Egitto, Iran, Cina e Siria. Nella lista figura anche Ginevra. Il relatore nel rapporto si rammarica che "la legge sulle manifestazioni recentemente adottata con un referendum nel cantone di Ginevra preveda una multa sino a 100'000 franchi per chi, tra l'altro, non chiede un'autorizzazione di manifestare o non rispetta i termini dell'autorizzazione". Ricorda poi che gli oppositori hanno inoltrato il primo maggio un ricorso contro la legge al Tribunale federale. La normativa, approvata col 53,9% dei voti, inasprisce le condizioni di manifestazione per limitare i rischi di disordini violenti, come nel 2003 in occasione del G8 o nel 2009 contro l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). L'esperto aveva già criticato la legge in marzo, pochi giorni prima della votazione popolare. Il rapporto di Maina Kiai dovrebbe essere discusso oggi e domani dal Consiglio. Per la diplomazia elvetica la critica è imbarazzante, perché la Svizzera in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo ha difeso il diritto alle manifestazioni pacifiche. ATS
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