
Nel dopo voto del 9 febbraio una voce si allontana dal coro e loda la Svizzera: l'EEAG, un prestigioso gruppo di economisti europei, ritiene che la Confederazione possa fungere da modello per l'Unione europea (Ue), in particolare per quanto riguarda le regole istituzionali. Nel capitolo "Schweiz: Relikt der Vergangenheit, Modell für die Zukunft?" ("Svizzera: relitto del passato, modello per il futuro?") del rapporto annuale 2014 pubblicato oggi, l'EEAG valuta da quali tappe della storia elvetica l'Ue possa trarre insegnamento. Come la Svizzera è per alcuni punti di vista diventata più "europea", allo stesso modo l'Europa potrebbe tentare, in altri ambiti, di diventare un po' più "elvetica", scrivono gli economisti. Bruxelles dovrebbe ad esempio evitare di appiattire e unificare le culture nazionali degli Stati membri e optare per l'esempio svizzero: nella Confederazione si è molto consapevoli delle diversità culturali interne pur essendo allo stesso tempo "molto fieri del proprio Paese". Gli svizzeri sono riusciti a sviluppare una struttura istituzionale che molti auspicherebbero anche in Europa, dove attualmente si sta tentando di trovare soluzioni soddisfacenti. Per questo motivo gli esperti dell'EEAG consigliano all'Ue di imparare dai passi compiuti dalla Confederazione. Nel rapporto si sottolinea inoltre l'interesse per l'Ue del principio del freno all'indebitamento, nel quale la Svizzera ha svolto un ruolo di pioniere, e del federalismo fiscale che non consente la comunione dei debiti. Il gruppo EEAG, per European ecomic advisory group, è stato creato nel 2001 dall'istituto Ifo di Monaco di Baviera. Tra i sei economisti di cinque nazioni che vi siedono figura anche il direttore del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) Jan-Egbert Sturm.
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