
"È uno scandalo che in un caso così chiaro, la legge non sia stata applicata."
Così un 32enne kosovaro, secondo quanto riporta la Aargauer Zeitung, ha reagito alla decisione delle autorità del Canton Argovia di concedere alla sua consorte il permesso per continuare a vivere in Svizzera.
Veton B., questo il nome dell'uomo, aveva chiesto l'espulsione della moglie Luljeta, di otto anni più giovane di lui, perché a suo dire non sarebbe integrata, non parla quasi tedesco, è disoccupata e necessita dell'aiuto sociale per vivere.
Per Veton, che è nato in Svizzera e che è al beneficio di un permesso C, la decisione delle autorità poteva essere una sola: sua moglie deve lasciare il Paese.
E invece no, malgrado il permesso di soggiorno di Luljeta sia scaduto già nel 2013 e che da allora abbia vissuto in Svizzera senza autorizzazione, le autorità cantonali di Argovia gliene hanno rilasciato uno nuovo. Una decisione resa possibile dal fatto che i due sono attualmente coinvolti in un procedimento.
Il 32enne e sua moglie si erano infatti sposati nel 2010 in Kosovo, ma già dopo due anni avevano smesso di convivere. La donna lo aveva allora accusato di violenze domestiche.
L'Aargauer Zeitung precisa che la richiesta del kosovaro di allontanare sua moglie dalla Svizzera non è del tutto disinteressata: in seguito alla separazione egli deve infatti versarle circa 4'100 franchi al mese per il suo mantenimento e quello della figlia in comune, versamento che decadrebbe in caso di partenza all'estero della moglie.
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