
L'esercito, i suoi compiti e il suo finanziamento, unitamente all'acquisto degli aerei da combattimento, sono il tema affrontato su diversi giornali domenicali. Il ministro della difesa Ueli Maurer si rammarica per le spese "sbagliate" del passato; il capo dell'esercito André Blattmann chiede più investimenti e il presidente dei Liberali radicali Fulvi Pelli dice che i soldi per i nuovi arei da combattimento ci sono. In un momento in cui l'esercito manca di mezzi in molti settori, sono stati spesi in questi anni centinaia di milioni di franchi in materiale informatico, in gran parte inadatto. "Si è comperato troppo", ha ammesso il ministro della difesa Ueli Maurer in dichiarazioni al "SonntagsBlick". Quale esempio lampante, Maurer ha citato il sistema informatico e di condotta FIS, delle Forze terrestri, pagato circa 700 milioni, sotto l'egida dell'allora capo dell'esercito Christophe Keckeis e del consigliere federale Samuel Schmid. Il FIS avrebbe dovuto permettere agli alti gradi di dirigere le battaglie stando davanti allo schermo di un computer. Benché il sistema sia già stato integrato nei programmi d'armamento 2006 e 2007, non potrà essere introdotto prima del 2011 e soltanto dal 2015 in avanti potrà venir pienamente utilizzato dalla truppa, stando a Ueli Maurer, il quale ha sollevato un interrogativo: per quella data la tecnologia adoperata sarà ancora d'avanguardia? Il FIS non è il solo "fiasco informatico" dell'esercito, che in totale in questi ultimi anni ha acquisito circa 500 diversi programmi per computer. "Non sono compatibili, non possono comunicare tra loro", ha deplorato il ministro della difesa. Esistono inoltre 2000 applicazioni, una parte delle quali è stata sviluppata in seno allo stesso esercito. "Non siamo semplicemente in grado di sfruttare ogni cosa", ha aggiunto Maurer, che intende ora sopprimere o ridurre una parte dei costosi macchinari. Per risolvere questi problemi è necessario assumere altri 50 impiegati e istituire una cellula di intervento, con la presenza di esperti esterni. "Tra cinque anni tutto il sistema informatico funzionerà", ha assicurato il capo del DDPS, che non ha voluto additare responsabili, poiché l'esercito è stato costantemente riformato e ogni volta il parlamento ha approvato il programma di armamento. "Sarebbe facile adesso andare alla ricerca di un unico colpevole". Secondo Maurer, per il settore militare occorre mezzo miliardo di franchi in più all'anno. Il capo dell'esercito, André Blattmann, al "Sonntag", va oltre e parla di 725 milioni supplementari: solo così le forze armate possano assolvere il proprio mandato. Blattmann dice di accettare il fatto che i politici vogliano risparmiare; ma - aggiunge - ciò significa che "solo due brigate su nove possono essere equipaggiate in modo idoneo" e che "i soldati non hanno sufficienti veicoli a disposizione per assolvere i loro compiti". Compiti che, secondo il capo dell'esercito, riguardano in primo luogo la sicurezza interna; ad esempio la sorveglianza dell'asse di traffico fra Basilea e Chiasso e quella delle centrali elettriche. In ambito di sicurezza la Svizzera è un paese della cuccagna: chi apre un negozio in Ticino non deve pagare il pizzo, mentre negli stati limitrofi la situazione è diversa, afferma Blattmann, che si dice pronto ad accettare un ulteriore ridimensionamento dell'esercito, operazione che però rimetterebbe in questione il sistema di milizia. Nel dibattito sul militare è intervenuto anche il presidente dei Liberali radicali Fulvio Pelli, che al domenicale "Zentralschweiz am Sonntag", ha dichiarato: se davvero lo vuole, Maurer dispone di sufficiente denaro per acquistare i nuovi aerei da combattimento. A suo parere il capo del Dipartimento federale della difesa non sta giocando in modo franco. L'acquisto dei nuovi aerei non è principalmente un problema di denaro, secondo Pelli; dietro tale questione vi è la volontà di Maurer di fissare altre priorità e di suddividere in modo diverso i fondi destinati all'esercito.
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