
Per rimpolpare i ranghi dell'esercito e della protezione civile, dal 2030 tutte le giovani donne dovranno partecipare a una giornata informativa. È quanto prevede un progetto del Consiglio federale inviato oggi in consultazione fino al 28 febbraio 2026. In ogni caso, sarà necessaria una modifica della Costituzione federale, quindi sottoposta al "sì" di popolo e cantoni.
La situazione attuale
Attualmente, le donne possono parteciparvi a titoli volontario, mentre per gli uomini si tratta di un appuntamento obbligatorio. Il governo aveva già prospettato l'introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le donne, nel presentare - lo scorso gennaio - le due varianti riguardanti l'evoluzione dell'obbligo di servizio. Una delle due prevedeva anche l'obbligo per le donne di servire nell'esercito o nella protezione civile. Per Martin Pfister, l'odierna soluzione "è migliore rispetto a un'eventuale estensione ti tale obbligo alle donne". "Con un simile cambiamento il numero di militi sarebbe sproporzionato rispetto alle esigenze di sicurezza e troppo costoso per l'economia", ha sottolineato. In aggiunta ha specificato che tali riflessioni sono alla base anche del rifiuto del governo dell'iniziativa per un servizio civico in votazione il prossimo 30 di novembre. "Attualmente le donne rappresentano solo il 2,3% dell’esercito, pari a circa 2500 unità, la giornata obbligatoria è indispensabile per raggiungere il 10% previsto da Viola Amherd" ha aggiunto l'ufficiale Markus Rihs.
Una giornata informativa a favore delle pari opportunità
La giornata, ribadisce l'esecutivo, offre una panoramica approfondita sull'organizzazione dell'obbligo di prestare servizio militare e di protezione civile come pure sulle opportunità personali che questi servizi offrono. In questo modo le giovani donne potranno conoscere meglio le possibilità offerte dall'esercito e dalla protezione civile. Da un lato - sostiene il governo - ciò favorirà le pari opportunità e, dall'altro lato, dovrebbe convincere più ragazze a prestare volontariamente servizio contribuendo così ad aumentare la quota di donne nell'esercito e nella protezione civile. In merito ai costi, che ammonterebbero a 3,3 milioni all'anno per i cantoni, Pfister sostiene siano "sopportabili se paragonati ai benefici che la giornata genererebbe".

