
Dallo scorso giugno, 188 militi hanno dovuto consegnare l'arma d'ordinanza. Questi fanno parte dei 530 soldati congedati per motivi medici dall'esercito fino al 2006 e che non hanno ancora riconsegnato l'equipaggiamento militare, indica oggi il Dipartimento della difesa (DDPS). Dopo la morte di un poliziotto a Schafhausen (BE) il 24 maggio, il capo dell'esercito André Blattmann aveva ordinato di verificare il ritiro dell'equipaggiamento personale degli ultimi anni. L'analisi aveva determinato che per 188 persone il ritiro dell'arma era da considerarsi urgente. Nel frattempo la polizia militare ha ritirato tutte le armi. In 11 casi si è reso necessario ricorrere al sistema di ricerca informatizzato della polizia (RIPOL) per rintracciare la persona e/o l'arma. Oltre ai 530 casi ancora pendenti, il DDPS ha verificato tutti i dossier dei 32'000 militari licenziati per motivi medici fino al 2006. A parte 1500 dossier che saranno nuovamente esaminati, il ritiro dell'equipaggiamento personale è da considerarsi concluso. Da notare che in 69 casi si è dovuto ricorrere alla giustizia militare. ATS
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