
Il Comitato centrale dell'Unione democratica di centro appoggia la procedura proposta dalla direzione per l'esclusione dal partito della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. La decisione è stata presa oggi a Lungern (OW) dal parlamento dell'UDC svizzera con 67 voti contro 5 e 7 astensioni. L'Assemblea dei delegati sarà informata domani sui passi previsti. Ieri la neoministra aveva ribadito in una conferenza stampa di voler rimanere al suo posto: "Non ho la minima intenzione di ritirarmi dal Consiglio federale, né dall'UDC, appartengo a questo partito da 30 anni e non vedo perché dovrei voltargli le spalle". Eveline Widmer-Schlumpf attende con impazienza il momento di poter fare un primo bilancio della sua azione politica, l'11 aprile prossimo, dopo 100 giorni di presenza in Consiglio federale. A quel momento - ha spiegato - potrà parlare della sua collocazione politica e dire ciò che ritiene importante per la Svizzera e per il dipartimento da lei diretto. La ministra di giustizia non prevede che l'UDC grigionese la escluda dai propri ranghi. Manifestazioni di simpatia sono giunte da socialisti, liberali-radicali e popolari democratici, secondo iquali la procedura avviata dall'UDC per espellere la Widmer-Schlumpf dal partito e dal governo ricorda i regimi totalitari ed è comunque indegna di uno stato democratico. ATS
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