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Erwin Sperisen chiede una revisione del processo
Erwin Sperisen chiede una revisione del processo
Erwin Sperisen chiede una revisione del processo
Redazione
7 anni fa
L'ex capo della polizia civile nazionale della Città del Guatemala è stato definitivamente condannato a 15 anni di carcere

Erwin Sperisen ha depositato una richiesta di revisione del processo dopo la sentenza del 14 novembre del Tribunale federale (TF) con cui è stato definitivamente condannato a 15 anni di carcere. La massima istanza giuridica aveva respinto il ricorso dell'ex capo della polizia nazionale civile del Guatemala, riconoscendolo colpevole di complicità nell'assassinio di sette detenuti nel 2006 nel Paese centroamericano.

La domanda di revisione emerge da una comunicazione diffusa oggi dal servizio stampa del TF. I legali dell'imputato avevano subito etichettato la decisione dei giudici losannesi come "incomprensibile" e fatto sapere di volersi battere ancora.

Sperisen, cittadino svizzero e guatemalteco, è stato condannato per il suo ruolo durante un'operazione che aveva come obiettivo riprendere il controllo del penitenziario di Pavon, dove il 25 settembre 2006 era scoppiata una rivolta.

Nel corso di un intervento effettuato da suoi stretti collaboratori, sette galeotti, considerati leder dell'ammutinamento, erano stati uccisi. Per il TF, l'uomo, conosciuto come "il Vichingo" per l'imponente statura e la barba rossa, non poteva non essere a conoscenza dei dettagli della repressione pianificata.

Il caso di Sperisen

Sperisen, nel 2004, è stato eletto capo della polizia civile nazionale (PNC) a Città del Guatemala, carica che ha mantenuto fino alle dimissioni del 26 marzo 2007. Dopo essersi dimesso dalla sua posizione, Sperisen si è stabilito a Ginevra, in Svizzera. Durante il suo mandato come capo della PNC, a Sperisen è stato affidato il compito di guidare e assicurare il corretto funzionamento del corpo nazionale delle forze dell'ordine del Guatemala.

Dopo la fuga di 19 prigionieri pericolosi dalla prigione di massima sicurezza di El Infiernito a Città del Guatemala, il 22 ottobre 2005, l'apparato di sicurezza guatemalteco ha messo in atto un piano per localizzare e arrestare i prigionieri fuggiti (il Piano Gavilan). A seguito dell'esecuzione del piano Gavilan, nove prigionieri furono catturati e tre presunti uccisi. Dopo gli eventi, la scena del crimine è stata presumibilmente manipolata per far sembrare gli omicidi risultanti da uno scontro armato, al fine di giustificare l'uso eccessivo della forza.

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