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Svizzera
Errore di calcolo nelle elezioni: l'UST non ha violato l'obbligo di diligenza
© Shutterstock
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Si è conclusa l'inchiesta amministrativa commissionata da Berset sull'errore di calcolo in merito ai risultati federali: la causa è dovuta a un errore di programmazione.

L'Ufficio federale di statistica (UST) non ha violato l'obbligo di diligenza pubblicando risultati non corretti sui rapporti di forza tra i partiti nazionali alle recenti elezioni federali. È quanto emerge dall'inchiesta amministrativa commissionata dal capo del Dipartimento dell'interno (DFI) Alain Berset, di cui oggi il Consiglio federale ha preso atto delle conclusioni. L'errore, ricordiamo, era emerso duranti i controlli di qualità dell'UST e non ha avuto effetto sulla distribuzione dei seggi. Ha tuttavia portato il PLR a superare il Centro.

I risultati corretti

Il 22 ottobre, dopo che tutti i Cantoni erano stati scrutinati, l'UST aveva pubblicato i risultati cantonali aggregati e i dati sulle forze partitiche nazionali sotto forma di statistiche. È in questo contesto che erano stati divulgati dati errati. I risultati erano poi stati corretti tre giorni dopo, il 25 ottobre 2023. Con i valori rettificati, il PLR è risultato essere al terzo posto (14,3% dei suffragi), prima dell'Alleanza de Centro (14,1%), contrariamente a quanto era stato reso noto la domenica delle elezioni: Centro al 14,6% e PLR al 14,4%. Al primo posto con il 27,9% dei voti è rimasto l'UDC (dato del 22 ottobre: 28,6%) e secondo il PS con il 18,3% delle preferenze (dato del 22 ottobre: 18,0%). Inesattezze erano state riscontrate anche nella forza attribuita agli altri partiti: così con i dati corretti i Verdi hanno ottenuto il 9,8% dei voti (9,4% il 22 ottobre) e i Verdi liberali (PVL) il 7,6% (7,2% 22 ottobre).

Un errore di programmazione

Stando al rapporto il disguido è dovuto a un errore di programmazione in uno script d'importazione, a seguito del quale in tre Cantoni (Appenzello Interno, Appenzello Esterno e Glarona) i voti sono stati conteggiati più di una volta. Nelle elezioni federali, i Cantoni hanno applicato 13 diversi standard di dati. Per ciascuno di essi, l'UST ha dovuto sviluppare un apposito script d'importazione. Il rapporto stabilisce che l'errore di calcolo "non ha invalidato né i risultati cantonali e comunali delle elezioni, né la ripartizione dei seggi e dei candidati eletti".

Garantito il controllo della qualità

Il rapporto giunge inoltre alla conclusione che l'assicurazione e il controllo della qualità sono sostanzialmente stati garantiti, ma in alcuni casi non sono stati efficaci. Il rapporto evidenzia anche che le risorse umane nella sezione interessata "non erano sufficienti e che sarebbe stato necessario più personale di controllo. Maggiori risorse avrebbero consentito di effettuare test più approfonditi prima della domenica elettorale e controlli più rapidi in seguito". Il rapporto, tuttavia. non ravvisa alcuna manifesta violazione dell'obbligo di diligenza e nemmeno violazioni dei doveri di servizio o di obblighi contrattuali.

Raccomandazioni per l'ottimizzazione dei processi

Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni per ottimizzare i processi e le procedure al fine di prevenire errori in futuro. Una delle misure riguarda la fornitura dei dati cantonali, che dovrà essere standardizzata. L'UST dovrà inoltre rivedere e adeguare di conseguenza l'organizzazione del personale nella sezione interessata e rivalutare le soluzioni tecniche utilizzate. Il DFI ha incaricato l'UST di esaminare in che modo attuare queste raccomandazioni.