
Detenzione a vita e internamento ordinario per Thomas N., a processo in Argovia per il "massacro di Rupperswil". Il presidente del Tribunale distrettuale di Lenzburg, Daniel Aeschbach, ha riconosciuto l'imputato colpevole di tutte le imputazioni.
L'accusato, un 34enne svizzero con tendenze pedofile conclamate, doveva rispondere di assassinio plurimo, ripetuta estorsione, sequestri di persona, atti sessuali con un fanciullo, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale e possesso di materiale pornografico. Il 21 dicembre 2015, ricordiamo, aveva sgozzato una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 19 e 13 anni (di cui aveva abusato sessualmente), nonché l'amica 21enne del primogenito. In seguito aveva dato fuoco alla casa.
Ci si aspettava una sentenza esemplare e così è stato. La Corte ha infatti accolto le richieste della procuratrice pubblica Barbara Loppacher, che aveva richiesto la pena massima prevista dall'ordinamento svizzero, ossia l'ergastolo seguito dall'internamento a vita. La difesa si è invece battuta per una riduzione della pena a 18 anni di detenzione.
Il 34enne dovrà seguire durante la carcerazione una terapia di tipo ambulatoriale e si dovrà sobbarcare 540'000 franchi di spese processuali, come pure indennizzi e risarcimenti ai famigliari delle vittime per circa 700'000 franchi.
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