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Erdogan, il DFAE minimizza: "Reazioni normali”
Erdogan, il DFAE minimizza: "Reazioni normali”
Erdogan, il DFAE minimizza: "Reazioni normali”
Redazione
10 anni fa
Yves Rossier giustifica la Turchia. “Immaginatevi se i militari avessero attaccato Palazzo federale...”

Le reazioni del presidente turco Tayyip Recep Erdogan al colpo di stato? “Normali”.

Un’affermazione destinata di per sé a far discutere: Probabilmente a scatenare un vespaio se fosse arrivata da un funzionario governativo. Magari svizzero.

Eppure, incredibile ma vero, è arrivata da un funzionario elvetico. Il segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri Yves Rossier, in un intervista rilasciata al Tages Anzeiger ha “difeso” la reazione di Erdogan al colpo di stato del 15 luglio: “Immaginate se i militari svizzeri dovessero attaccare Palazzo federale, reagiremmo con arresti”. Affermazione condivisibile, certo, anche se difficilmente vedremmo i militari ribelli legati nella fossa degli orsi.

Riguardo alle minacce rivolte da Ankara ai presunti sostenitori di Fetullah Gülen residenti in Svizzera, Rossier minimizza: “La Svizzera non reagisce solo con l'obiettivo di fare scena. Abbiamo reagito con fermezza ma senza protagonismo”.

Per il segretario di Stato del DFAE sarebbe un atteggiamento “poco svizzero” e "inutile" alzare la voce contro le misure intraprese da un Governo contro un’opposizione politica.

“Ogni Stato reagisce a modo suo”, ha dichiarato Rossier. “Sin dall’inizio abbiamo invitato la Turchia a rispettare lo Stato di diritto e la democrazia”.

“Dubito che la popolazione civile si lasci spaventare molto facilmente, durante il colpo di stato sono scesi per le strade nonostante gli si sparasse contro”, ha evidenziato il segretario di Stato del DFAE, che giudica inverosimile una svolta totalitaristica di Erdogan. “Si tende a sopravvalutare il potere di una singola persona. Se la Turchia dovesse abbandonare lo stato di diritto sarebbe una catastrofe. Ma in seguito al colpo di stato tutte le forze politiche – opposizioni incluse – si sono unite”.

“La Svizzera – ha concluso – può aiutare la Turchia tramite il dialogo con le istituzioni e con la popolazione”.

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