
Una questione tutto sommato "simbolica": così il consigliere federale Ignazio Cassis si è espresso sul riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera da parte della Commissione europea solo fino a giugno. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri è intervenuto nella conferenza plenaria della 15esima edizione del "Forum dei 100", organizzata oggi dal giornale Le Temps a Losanna e dedicata alla transizione ecologica.
Il capo della diplomazia elvetica è stato interrogato a margine del discorso di Philipp Hildebrand, vicepresidente di BlackRock, la più grande società di investimento al mondo.
L'ex presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), quale privilegiato osservatore delle questioni europee da Londra, ha invitato la Svizzera a manifestare chiaramente a Bruxelles le proprie preoccupazioni in merito all'accordo quadro istituzionale tra la Confederazione e l'Ue. Per Hildebrand un rinnovamento delle relazioni tra i due partner, necessario, "non rimetterà in questione la sovranità della Svizzera". È indispensabile spiegare chiaramente ai cittadini le conseguenze di una rottura con l'Ue, ha aggiunto.
Cassis ha proseguito affermando che ci sarà un prezzo da pagare in ogni caso, con o senza adesione all'accordo quadro. La questione dell'equivalenza della borsa svizzera, tutto sommato "simbolica", rivela l'alto livello di integrazione della Confederazione in Europa.
Cassis, Hildebrand, ma anche altri oratori come il presidente del consiglio di amministrazione di Nestlé Paul Bulcke, hanno dedicato gran parte dei loro interventi alla crisi ambientale, dai cambiamenti climatici alla gestione dei rifiuti. Bulcke, riconoscendo la vastità del problema, ha assicurato che Nestlé è attiva su più fronti, dalla deforestazione allo sperpero di derrate alimentari.
Le banche centrali - anche "la BNS deve essere pronta ad assumersi questo ruolo" -, i fondi sovrani e la casse pensione devono essere in prima linea nell'adozione di politiche d'investimento più sostenibili, ha affermato Hildebrand. Cassis ha tra l'altro ricordato che la Confederazione rafforza l'attuazione dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Quest'ultima è il quadro di riferimento internazionale per affrontare sfide come il consumo di risorse e i cambiamenti climatici.
Il "Forum dei 100", a cui quest'anno erano iscritte 1200 persone, vuole essere una piattaforma per promuovere il dibattito su questioni essenziali per il futuro della Svizzera, in particolare della Romandia, e dei Paesi limitrofi. A questo scopo, il Forum riunisce personalità di varia provenienza. Deve il suo nome alla lista annuale delle "100 personalità che fanno la Svizzera romanda" pubblicata dal defunto settimanale L'Hebdo in un numero speciale. Creato nel 2005, il "Forum dei 100" è stato rilevato dal quotidiano Le Temps nel 2017.
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