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Svizzera
Equivalenza: 'Un no dall'UE non sarebbe la fine del mondo'
Equivalenza: 'Un no dall'UE non sarebbe la fine del mondo'
Equivalenza: 'Un no dall'UE non sarebbe la fine del mondo'
Redazione
8 anni fa
Secondo la NZZ am Sonntag la Svizzera sopravviverebbe in caso di mancato riconoscimento dell'equivalenza borsistica

Altro che fine del mondo, l'eventuale mancato riconoscimento equivalenza borsistica da parte dell'Ue avrebbe un impatto tutto sommato limitato: lo sostiene la NZZ am Sonntag. "La Svizzera sopravviverebbe", afferma la testata nell'edizione di ieri.

Chi ha seguito nelle ultime settimane o mesi le discussioni su un accordo quadro istituzionale fra la Svizzera e l'Ue potrebbe essere giunto alla conclusione che il futuro economico e finanziario della Svizzera dipenda dal fatto che l'Ue riconosca come equivalente la borsa svizzera: ma la realtà è diversa, osserva il domenicale.

Se Bruxelles non darà il via libera definitivo - oggi blocca il riconoscimento, pur ammettendo che tecnicamente la questione è a posto, perché non vi sono progressi nelle trattative sull'accordo quadro - a partire dall'anno prossimo gli investitori e i negoziatori di azioni non potranno più comprare titoli sulle piattaforme in Svizzera.

Oltre la metà dei volumi di contrattazione di titoli inseriti nell'SMI - l'indice principale, con 20 azioni, della borsa elvetica - è dovuta a operatori con residenza nell'Ue. Di questi però la maggioranza sono a Londra: dall'aprile 2019, per via della Brexit, potrebbero tornare a vendere e comprare.

Nel 2017 la parte di contrattazioni di titoli SMI con ordinativi provenienti dall'Ue senza il Regno Unito ha costituto il 20%: una quota importante, ma stando alla NZZ am Sonntag sicuramente non in grado di mettere in pericolo l'esistenza di SIX. Il gruppo che gestisce la borsa elvetica guadagna soldi anche in altri comparti, come quelli del traffico dei pagamento o delle carte di debito. L'intera negoziazione borsistica rappresenta meno del 20% dei ricavi del gruppo.

Il domenicale ha chiesto anche ad alcune grandi aziende quotate quanto la questione sia importante. Un addetto stampa di Swatch ha fatto sapere che per il maggior produttore al mondo di orologi il tema è irrilevante: gli investitori non sarebbero toccati. Anche per il gruppo assicurativo Bâloise l'equivalenza borsistica non è fondamentale. Simile è la posizione di Geberit.

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