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Svizzera
Equivalenza, pronto il piano 'anti-UE'
Equivalenza, pronto il piano 'anti-UE'
Equivalenza, pronto il piano 'anti-UE'
Redazione
7 anni fa
Il DFF è pronto ad attivare dal 1. luglio la misura di protezione dell’infrastruttura delle borse svizzere

L’equivalenza delle borse, che la Commissione europea ha concesso alla Svizzera per un periodo limitato, termina a fine giugno. Al fine di fare chiarezza per i partecipanti al mercato, nella giornata di ieri il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha annunciato che, qualora l’equivalenza non dovesse essere rinnovata, attiverà la misura di protezione dell’infrastruttura delle borse svizzere.

Il 30 novembre 2018, ricordiamo, il Consiglio federale ha approvato una misura di protezione dell’infrastruttura delle borse svizzere. La pertinente ordinanza prevede un obbligo di riconoscimento per le sedi di negoziazione estere che consentono il commercio di azioni di società svizzere.

Concretamente, il DFF adeguerebbe con effetto dal 1° luglio 2019 l’elenco delle Giurisdizioni di cui all’articolo 3 capoverso 3 dell’ordinanza, inserendovi l’UE. Per le sedi di negoziazione nell’UE ciò comporterebbe la perdita del riconoscimento secondo l’articolo 1 capoverso 3 dell’ordinanza. A partire dalla suddetta data, alle sedi di negoziazione nell’UE sarebbe vietato offrire o permettere il commercio di determinate azioni di società svizzere.

L’attivazione della misura di protezione in relazione alle sedi di negoziazione nell’UE, spiega il DFF in una nota, servirebbe unicamente a proteggere il funzionamento dell’infrastruttura delle borse svizzere.

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