
In una lettera inviata alla Commissione dell'UE, 11 paesi dell'Unione europea esprimono critiche per la decisione di concedere solo per un anno l'equivalenza della borsa elvetica. La missiva, di cui riferisce la radiotelevisione della Svizzera romanda Rts, è firmata dai direttori generali dei Ministeri delle finanze di Germania, Olanda e Lussemburgo e dal Dipartimento al tesoro della Gran Bretagna (unico paese che si era astenuto). Anche i rispettivi direttori di Lettonia, Estonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Austria hanno firmato il documento inviato alla Commissione.
Nella lettera i ministri spiegano che si erano oppposti allora perché "era necessario che le misure di equivalenza entrassero in vigore per il 3 gennaio 2018", ma che continueranno a perseguire l'obiettivo di concedere alla Svizzera l'equivalenza per i servizi finanziari a tempo indeterminato.
L'equivalenza per la borsa svizzera, ricordiamo, inizialmente era stata approvata senza restrizioni. Dopo la visita di Jean-Claude Juncker a Berna, la Commissione era tornata sui suoi passi, chiedendo una nuova approvazione, della durata di un solo anno. Una decisione che il Consiglio federale aveva dichiarato "discriminante" e "inaccettabile".
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