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Svizzera
Enti assistenziali: gente bisognosa sempre più trascurata da Stato
Redazione
10 anni fa

Sempre più persone bisognose di aiuto contano su enti assistenziali per coprire necessità elementari che dovrebbero essere soddisfatte dallo Stato. Sulla base di uno studio, Caritas, Croce Rossa svizzera (CRS) ed Esercito della Salvezza hanno lanciato oggi un appello a favore di un potenziamento dello Stato sociale e di una maggiore coordinazione tra i vari attori. In una conferenza stampa a Berna, il direttore di Caritas Hugo Fasel non ha esitato a parlare di rischio di privatizzazione delle prestazioni sociali. La Costituzione parla chiaro, ha detto: Confederazione e Cantoni sono tenuti a garantire il minimo vitale. Facendo riferimento a uno studio realizzato su mandato delle tre organizzazioni non governative (ong) dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW) e pubblicato oggi, l'ex consigliere nazionale cristiano sociale ha illustrato le nuove sfide sociali. Accanto a rischi di povertà classici come anzianità, invalidità, malattia e disoccupazione, ne sono apparsi nuovi come il lavoro senza rimunerazione sufficiente per vivere (working poor) e la fine del diritto alle prestazioni sociali, che attualmente all'anno riguarda 40'000 persone. In Svizzera, stando alle statistiche ufficiali, oltre un milione di persone sono povere o direttamente minacciate di povertà, ha ricordato il friburghese. Secondo la ricerca della FHNW, sempre più persone non sono seguite dallo Stato a lungo termine e non vengono informate a sufficienza sui loro diritti e gli aiuti giuridici disponibili. Il corollario è che più gente è seguita dalle opere assistenziali, che negli ultimi anni hanno potenziato le loro competenze. Il responsabile della ricerca, Carlo Knöpfel, ha comunque sottolineato che non si assiste a un trasferimento sistematico di casi dal pubblico al privato. Nei dieci anni considerati nello studio, dal 2005 al 2015, gli enti assistenziali sono comunque diventati un attore indispensabile per garantire il minimo vitale. Knöpfel ha pure puntato il dito contro effetti perversi della pressione politica. Non è affatto raro che lavoratori sociali non sfruttino tutto il loro margine di manovra poiché temono ulteriori tagli nelle prestazioni. Oltre a insistere sulla responsabilità dello Stato nell'offrire gli aiuti adeguati, le tre ong hanno chiesto maggiore coordinazione tra tutti gli attori - Confederazione, Cantoni, enti assistenziali, beneficiari ed economia privata - e chiarificazione dei rispettivi ruoli.

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