
La disponibilità d'acqua e la produzione idroelettrica in Svizzera, grazie alle dighe, non dovrebbe subire le conseguenze del riscaldamento climatico e del ritiro dei ghiacciai. Lo ha riferito il Consiglio dei politecnici federali (CPF) nella conferenza stampa annuale oggi a Berna. A livello regionale, la situazione potrebbe presentarsi più complicata in Ticino.In base alle simulazioni effettuate dal suo gruppo di ricerca, fino al 2099 la Svizzera in generale non dovrebbe patire penuria d'acqua. E ciò anche a lungo termine , poiché solo il cinque per cento delle precipitazioni annuali utilizzabili (ossia un miliardo di metri cubi) vanno a finire nell'approvvigionamento in acqua, spiega Janet Hering, direttrice dell'Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei Politecnici federali (Eawag).A livello regionale e stagionale si sentiranno però le conseguenze dell'aumento delle temperature planetarie: le precipitazioni cresceranno leggermente in altitudine e diminuiranno decisamente in Ticino.La Svizzera, che occupa solo lo 0,6 % della superficie europea, possiede circa il sei per cento delle riserve d'acqua dolce del continente. Le "immagazzina" in laghi, acque sotterranee, nevai, ghiacciai, fiumi, torrenti, ruscelli e stagni. I 200 laghi di accumulazione presenti in Svizzera forniscono il 30% del fabbisogno elvetico in corrente elettrica e regolano i flussi dei corsi d'acqua in modo da evitare allagamenti.ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

