
L'organizzazione ambientalista WWF e l'associazione per la promozione dell'energia eolica Suisse Eole si battono fianco a fianco per la realizzazione a medio termine di 400 turbine sul territorio svizzero. I progetti per tali impianti sono spesso contestati da protettori della natura e stentano a decollare, deplorano le due organizzazioni, che puntano il dito anche contro le lentezze della Confederazione. L'approvvigionamento in elettricità servendosi del vento, accanto alle altre due fonti pulite (idroelettrica e solare), è inevitabile in Svizzera, soprattutto in inverno, hanno indicato oggi le due associazioni in una conferenza stampa a Berna. Attraverso un'attenta pianificazione l'eolico può essere sviluppato senza provocare grossi danni per la natura, sostengono. WWF e Suisse Eole hanno dato il via a una tavola rotonda in cui discutono dei criteri di valutazione dei progetti, delle misure di protezione dell'ambiente, dei timori delle associazioni di protezione della natura e delle sfide dell'eolico. A loro avviso è questa la strada da percorrere per realizzare impianti eolici. La tavola rotonda è aperta a tutti gli interessati, sottolineano le due associazioni. Attualmente in Svizzera si contano "solo" 37 istallazioni, deplorano. L'obiettivo è quello di realizzarne 400, come previsto entro il 2035 dall'Alleanza-Ambiente, l'associazione informale delle quattro organizzazioni ambientaliste Greenpeace, Pro Natura, Associazione traffico e ambiente (ATA) nonché lo stesso WWF. Quattrocento impianti fornirebbero tra il 3% e il 5% dell'elettricità prodotta in Svizzera. Ma affinché l'obiettivo sia raggiunto è anche necessario che Confederazione e Cantoni passino dalle parole ai fatti. Senza in particolare i piani della Berna federale sull'energia eolica, promessi da tempo ma ancora lettera morta, non vi è la necessaria sicurezza giuridica.
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