
La Commissione della concorrenza (COMCO) raccomanda ai Cantoni di rinunciare agli emolumenti per la documentazione negli appalti pubblici: tali balzelli, spesso di diverse migliaia di franchi, sono una restrizione del libero accesso al mercato e hanno un impatto negativo sulla concorrenza.
La riscossione di emolumenti per ottenere la documentazione del bando negli appalti pubblici costituisce una violazione alla Legge sul mercato interno (LMI) poiché discrimina gli offerenti interessati a presentare un'offerta, sottolinea la COMCO in una nota odierna.
Una giustificazione basata sulla LMI, come ad esempio la protezione dei segreti d'affari, non legittima questa restrizione, aggiunge la COMCO. Questo vale in particolar modo se si considera che vi sono altre misure meno incisive che possono essere attuate, quali gli accordi di confidenzialità o la possibilità di mettere a disposizione gradualmente la documentazione del bando.
Questi emolumenti sono un tema trattato anche nell'attuale revisione della Legge federale sugli appalti pubblici. La raccomandazione della COMCO è rivolta ai Cantoni poiché devono applicare le esigenze minime stabilite dalle norme sul mercato interno.
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