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Elezioni e votazioni, "Più trasparenza sui finanziamenti"
Elezioni e votazioni, "Più trasparenza sui finanziamenti"
Elezioni e votazioni, "Più trasparenza sui finanziamenti"
Redazione
7 anni fa
Per la Commissione delle istituzioni politiche i partiti devono pubblicare le loro entrate superiori a 25mila franchi

I partiti presenti in Parlamento dovrebbero pubblicare annualmente, pena una multa, le loro entrate e liberalità superiori a 25 mila franchi per persona e per anno. È quanto prevede il controprogetto indiretto della Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) all'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica", inviato oggi in consultazione fino al 28 agosto.

Le regole di trasparenza varrebbero anche per i comitati elettorali. Banditi inoltre finanziamenti dall'estero, a patto che non provengano da cittadini svizzeri.

Vietando l'accettazione di doni provenienti dall'estero, s'intende impedire che imprese o persone straniere influiscano su campagne di elezione e di voto svizzere, si legge nel rapporto esplicativo della CIP-S.

Il 30 aprile scorso, la CIP-S si era già detta d'accordo col controprogetto per 7 voti a 2 e un'astensione, ma non aveva svelato i particolari del disegno di legge, ora invece di pubblico dominio.

Campagne di voto e elezioni

Stando al disegno di legge, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, anche le persone fisiche e giuridiche nonché le società di persone che conducono una campagna in vista di un'elezione o di una votazione a livello federale o che raccolgono firme per iniziative e referendum a livello federale impiegando più di 250'000 franchi sarebbero tenute a rendere pubblici i loro finanziamenti. Inoltre dovrebbero rendere pubbliche anche tutte le liberalità superiori a 25'000 franchi per persona.

Una minoranza della CIP-S sostiene che i valori soglia di 250'000 e 25'000 franchi siano troppo elevati e propone al loro posto 100'000 e 10'000 franchi, come previsto dall'iniziativa popolare. La Commissione si è pronunciata a favore dei valori più elevati rispettivamente con 6 voti a 4 e 1 astensione e con 8 voti a 4.

Regole ad hoc per "senatori"

Visto che la Confederazione non è competente per la regolamentazione delle elezioni per il Consiglio degli Stati, la CIP-S ha previsto regole ad hoc.

Per i "senatori", l'obbligo di pubblicare i finanziamenti della loro campagna elettorale è previsto soltanto ad elezione avvenuta. Questo obbligo di trasparenza a posteriori, spiega il comunicato, dovrebbe svolgere una funzione preventiva.

Multe per chi sgarra

I dati e i documenti trasmessi saranno pubblicati e controllati da un servizio che sarà designato dal Consiglio federale e che il progetto preliminare denomina "sevizio competente", si legge nel rapporto esplicativo.

Le violazioni alle disposizioni legali (omissione della trasmissione o dichiarazioni false) saranno punite con la multa.

Minoranza scettica

Un'altra minoranza (3 "senatori", 1 UDC e 2 PLR) propone di non entrare nel merito del progetto. La struttura federalista della Svizzera e la sua democrazia diretta non permetterebbero di contemplare in modo equo tutti gli attori che finanziano attività politiche, consentendo così soltanto una trasparenza parziale.

Secondo questa minoranza, se si tentasse di rendere trasparente il maggior numero possibile di flussi finanziari, l'esecuzione della rispettiva legislazione risulterebbe estremamente complicata. L'onere burocratico sarebbe sproporzionato rispetto alla trasparenza ottenuta.

L'iniziativa

Il disegno di legge in questione rappresenta un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)". Depositato il 10 ottobre 2017 con 109'826 firme valide, il testo vuole obbligare i partiti a rendere pubblici i loro bilanci e conti economici nonché la provenienza delle donazioni superiori a 10'000 franchi per anno e persona.

Nel caso di campagne, le persone e i comitati devono dichiarare le donazioni superiori a 10'000 franchi sempre che impieghino in totale più di 100'000 franchi. Inoltre, accettare donazioni anonime sarebbe vietato.

La CIP-S si era riunita già nel gennaio scorso. In quell'occasione aveva stabilito di voler contrapporre all'iniziativa un controprogetto indiretto, agendo a livello di legge, e non di Costituzione federale, non volendo appesantire la carta fondamentale con disposizioni troppo dettagliate.

In generale, i favorevoli a un controprogetto sostengono che i cittadini desiderano una maggiore trasparenza, come dimostrerebbe il successo di testi analoghi accolti in Cantoni come Svitto e Friburgo o il Ticino.

L'iniziativa popolare sulla trasparenza è sostenuta da Verdi, PS, PBD, PEV, Partito pirata e dall'organizzazione Transparency International Svizzera, ma non dal Consiglio federale.

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa ha recentemente giudicato l'iniziativa positiva. Negli ultimi anni il GRECO ha criticato più volte la Svizzera per la sua mancanza di trasparenza nel finanziamento dei partiti. Il popolo potrebbe pronunciarsi in proposito nel 2020 o nel 2021.

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