
Partiti politici e associazioni dovrebbero rivelare le fonti dei rispettivi finanziamenti. È quanto raccomanda l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nel suo rapporto sulle elezioni legislative in Svizzera dello scorso autunno. Il documento, si legge oggi sulla "SonntagsZeitung", è il frutto delle osservazioni raccolte da dieci osservatori dell'OSCE inviati nella Confederazione per seguire le ultime elezioni. Stando all'OSCE, si suppone che l'ultima campagna elettorale sia stata quella più dispendiosa in assoluto. L'UDC risulterebbe il partito che ha speso di più per la campagna elettorale. Senza una maggior trasparenza sui flussi finanziari, è possibile per le lobby esercitare una grande influenza sulla politica senza che nulla appaia all'esterno, scrive l'OSCE. Il finanziamento delle campagne elettorali ha suscitato polemiche dopo l'ultima consultazione. Il PS ha rinfacciato all'UDC di aver vinto le elezioni anche grazie agli ingenti mezzi - si è parlato di 15 milioni di franchi - investiti. Nessuno conosce l'origine di questo denaro. Dal canto suo l'UDC non ha mai confermato questa cifra. Gli sforzi del PS per introdurre regole più chiare in materia non sono ben visti dai partiti "borghesi". Recentemente il consiglio degli Stati ha bocciato una proposta volta ad introdurre un tetto massimo per le spese elettorali. ATS
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