
L'ex candidato ufficiale dell'UDC al Consiglio federale, Bruno Zuppiger, ammette di aver commesso un errore nella vicenda dell'eredità di cui era esecutore, ma ribadisce di non aver mai voluto arricchirsi. In un'intervista pubblicata oggi dall'"Aargauer Zeitung" e dalla "Südostschweiz", il consigliere nazionale zurighese si scusa per il versamento tardivo dei soldi a due associazioni di pubblico interesse beneficiarie del testamento. Zuppiger imputa questo ritardo al fatto che egli fosse spesso assente dalla sua azienda a causa dei suoi impegni politici e facesse molto affidamento sui suoi collaboratori. "Tuttavia mi assumo la responsabilità di quanto successo nella mia ditta", ha aggiunto. Zuppiger era in un primo momento convinto che la vicenda fosse stata risolta da tempo. Soltanto nel 2009, quando la controparte l'ha reso attento che così non era, si è occupato lui stesso della questione, anche perché il dipendente a cui aveva affidato la gestione della controversa eredità era nel frattempo andato in pensione. Zuppiger ha poi raggiunto un accordo extragiudiziale con la controparte. L'esponente dell'UDC ammette peraltro di aver firmato la lettera, sottopostagli dal suo collaboratore nel 2007, in cui si chiedeva il trasferimento di circa 100'000 franchi su un conto intestato a lui stesso. "Su questo punto sono interamente responsabile", ha aggiunto Zuppiger, ribadendo di non aver intascato nemmeno un franco e di aver in seguito ripagato tutto agli eredi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

