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Svizzera
Elezione CF: iniziativa UDC nuocerebbe ai Ticinesi
Redazione
13 anni fa

L'iniziativa dell'UDC per un'elezione del Consiglio federale da parte del popolo solleverebbe problemi per le minoranze linguistiche. Nuocerebbe in particolare ai Ticinesi. Accompagnata dal presidente del Consiglio degli Stati Filippo Lombardi (PPD), Simonetta Sommaruga ha lanciato stamani la campagna in vista della votazione federale del 9 giugno. La ministra di giustizia e polizia ha nuovamente criticato questo cambiamento di regime. L'iniziativa prevede un'elezione, ogni quattro anni, secondo il sistema maggioritario. La Svizzera formerebbe un'unica circoscrizione elettorale. Una clausola, paragonabile a quella esistente a Berna per il Consiglio di Stato, accorderebbe tuttavia almeno due seggi ai Latini, e precisamente ai cittadini domiciliati nei cantoni Ticino, Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Giura, nonché nelle regioni francofone dei cantoni di Berna, Friburgo e Vallese e italofone dei Grigioni. Le regioni romance non sono nemmeno citate, rileva in una nota il Dipartimento federale di giustizie e polizia (DFGP). Peggio ancora: il sistema delle quote sarebbe molto difficile da applicare. Si dovrebbero delimitare chiaramente le regioni francofone e italofone e suddividere gli abitanti in funzione della loro lingua. Altra conseguenza nefasta secondo il Consiglio federale: questo metodo di scrutinare metterebbe Romandi e Ticinesi in concorrenza per i due seggi loro riservati. Gli elettori francofoni, essendo quattro volte più numerosi, metterebbero poi gli italofoni nell'impossibilità di imporsi. Per il resto, Simonetta Sommaruga ha ripetuto gli argomenti governativi, secondo i quali un'elezione del Consiglio federale da parte del popolo nuocerebbe alla stabilità delle istituzioni. Questa formula sfocerebbe in campagne elettorali permanenti e costose. ATS

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