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Svizzera
Elezione Burkhalter: le reazioni dei presidenti nazionali
Redazione
17 anni fa
Per Pelli è stata una scelta di concordanza e di stabilità. Dubbi Christian Levrat sull'esperienza di Burkhalter. Toni Brunner: "UDC salvatore della concordanza". Darbellay: "Il PLR ha fatto un passo in più in direzione dell'UDC"

Le discussioni con esponenti dell'UDC non sono state semplici, «ma è valsa la pena dar loro fiducia», ha indicato il presidente del PLR Fulvio Pelli ai microfoni della Televisione svizzerotedesca. L'elezione di Didier Burkhalter è una scelta di concordanza e di stabilità, ha aggiunto. «Era il nostro obiettivo», ha sottolineato Pelli. Secondo il ticinese, Didier Burkhalter consentirà di rafforzare la concordanza in seno al Consiglio federale. Grazie a lui, vi sarà inoltre «una migliore comprensione» tra il Parlamento e il governo, ha concluso Pelli.

Pure interrogato dalla tv svizzerotedesca, il presidente del PS Christian Levrat si è detto preoccupato per il fatto che il neoletto neocastellano non sia sufficientemente esperto nell'ambito della politica sanitaria. Il socialista auspica che il nuovo consigliere federale si metta subito nei panni di uomo di esecutivo, qualora ereditasse il dipartimento del suo predecessore Pascal Couchepin. Secondo il presidente socialista, l'Assemblea federale ha preferito la concordanza alla personalità dei candidati.

Dal canto suo, il presidente dell'UDC Toni Brunner ha affermato che il suo partito è stato il «salvatore della concordanza», che con il sostegno del PS alla candidatura Schwaller stava per essere affossata. «L'UDC avrebbe preferito Christian Lüscher» in governo, ma dopo il suo ritiro era chiaro che «avremmo sostenuto pienamente Didier Burkhalter», ha rilevato Brunner. A titolo personale, il presidente democentrista ha dichiarato che «è stato facile votare per il senatore neocastellano, dato che il PPD non aveva alcun diritto al secondo seggio in governo».

«Il PLR ha fatto un passo in più in direzione dell'UDC», ha rilevato infine il presidente del PPD Christophe Darbellay, il quale ha pure deplorato il «sostegno insufficiente da parte della sinistra a Schwaller». «Riteniamo che d'ora in poi per ogni seggio che si libererà il PPD deve presentare un candidato», gli ha fatto eco il consigliere nazionale vodese Jacques Neyrinck sulle onde della radio svizzero romanda.

ATS

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