
Il PS minaccia di lanciare un referendum contro una ulteriore liberalizzazione del mercato dell'elettricità, qualora non vengano almeno in parte ridotti gli annunciati aumenti dei prezzi. Lo ha comunicato oggi lo stesso partito. Sulla stessa lunghezza d'onda anche i Verdi. Da inizio 2009 i grossi clienti con un consumo di elettricità annuale superiore a 100 000 chilowattora possono scegliere liberamente i loro fornitori. Dal 2014 il mercato dell'elettricità dovrebbe essere aperto a tutti. Questa seconda tappa della liberalizzazione è sottoposta a referendum facoltativo. I costi dell'elettricità sono già esplosi già dopo la prima, limitata fase, scrive il PS in un comunicato. Si tratta palesemente di racimolare soldi per nuove centrali nucleari. Anche il partito dei Verdi intende tenere sotto controllo la situazione. "Se dovesse risultare che i prezzi dell'elettricità continuano ad aumentare a causa della liberalizzazione, i Verdi appoggerebbero un referendum", ha detto all'ATS Hubert Zurkinden, segretario generale degli ecologisti. La società elettrica Atel respinge i rimproveri del Partito socialista. L'aumento dei prezzi non è in nessun modo collegato all'eventuale costruzione di una centrale nucleare, ha dichiarato all'ATS il portavoce dell'Atel Martin Bahnmüller. Questa è finanziabile con partner attraverso prestiti bancari e capitali propri. I fattori che al momento comportano l'aumento dei prezzi dell'elettricità sono mlteplici e presentati in tutta trasparenza, ha aggiunto. I fornitori di corrente elettrica avevano tempo sino a fine agosto per rendere note le loro tariffe per l'anno 2009. Certi aumenti hanno raggiunto il 25 %. Ieri la Commissione federale dell'elettricità (Elcom) ha dichiarato che esaminerà attentamente i prezzi annunciati. Elcom era stata incaricata dal Consiglio federale di vegliare sulla liberalizzazione del mercato. In caso di aumento di prezzi illegali ha il diritto di intervenire. ATS
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