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Svizzera
Elettricità: procrastinata apertura totale del mercato, UFE
Redazione
13 anni fa

Contrariamente a quanto previsto, l'apertura totale del mercato dell'elettricità non potrà avvenire nel 2014. Lo ha indicato oggi alla radio svizzero tedesca SRF il direttore dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) Walter Steinmann. Senza apertura, combattuta dalla sinistra e promossa dall'industria, non vi potrà essere alcun accordo sull'elettricità con l'Ue, ha dal canto suo avvertito una portavoce della Commissione europea. Steinmann ritiene che pragmaticamente l'apertura proseguirà passo dopo passo. La data del primo aprile 2014 per un accesso libero alla corrente non potrà essere rispettata in alcun modo. Il primo passo verso l'apertura del mercato elvetico era stato compiuto all'inizio del 2009. Da allora i grandi consumatori - oltre 100'000 chilowattora (kWh) all'anno - possono scegliere liberamente il fornitore. Attualmente la Confederazione sta riflettendo a un decreto federale da sottoporre al parlamento in vista dei prossimi passi da compiere. In un primo tempo Steinmann pensa che la soglia dei 100'000 kWh possa essere ridotta di un po' per permettere ad altre industrie di accedere al fornitore di loro scelta. L'apertura del mercato dell'elettricità è molto combattuta in Svizzera. Da un lato partiti di sinistra e sindacati vi sono opposti e hanno annunciato da tempo un referendum. Temono in particolare un peggioramento del servizio pubblico e prezzi più elevati per i consumatori. Dall'altro il settore industriale spinge per una rapida apertura. Sulla base di quanto avvenuto in Germania, Steinmann prevede che solo pochi consumatori cambierebbero fornitore. Inoltre a nord del Reno, dopo l'apertura, i prezzi della corrente sono aumentati e non diminuiti", ha riferito il direttore dell'UFE. La questione ha ripercussioni anche sui rapporti tra Svizzera e Unione europea (Ue). Senza liberalizzazione del settore non vi sarà alcun accordo bilaterale sull'elettricità, ha detto a SRF Marlene Holzner, portavoce del commissario all'energia Günther Oettinger. "È la condizione di base, lo abbiamo sempre detto". I tempi per un accordo con l'Ue sono lunghi, ha dal canto suo sottolineato Steinmann. Dopo i negoziati, interverrà ancora il dibattito parlamentare e probabilmente una votazione popolare, ha ricordato. Un'altra difficoltà è costituita dal fatto che l'Ue non è disposta a sottoscrivere alcun altro accordo bilaterale con Berna fino a quando non saranno risolte le questioni istituzionali. ATS

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