Cerca e trova immobili
Svizzera
Elettricità, l'esperta rassicura: «Le lampadine non si spegneranno»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Proseguono gli strascichi causati dalla crisi in Iran. Sotto i riflettori l'approvvigionamento elettrico. Possibili penurie per il prossimo inverno. Lo rivela un'analisi della ElCom. «Sono fiduciosa che non arriveremo a non accendere la lampadina in inverno», rassicura un'esperta

Incertezza e preoccupazione per l’approvvigionamento elettrico svizzero per il prossimo inverno. La causa è la crisi in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz. A rivelarlo è un’analisi della ElCom, la Commissione federale dell'energia elettrica. «Essendo la Svizzera un paese che importa durante l’inverno è collegata ai mercati che le stanno intorno«, ci dice Alessandra Motz, ricercatrice all’Università della Svizzera Italiana. «Due in particolare per quanto riguarda il gas naturale: Italia e Germania. Nel momento in cui il mercato del gas entra in crisi, i prezzi in Italia salgono e di riflesso anche in Svizzera. Per quanto riguarda lo stallo allo stretto di Hormuz, l’arrivo delle navi non sarà immediato, perché hanno dei tempi di navigazione lunghi». 

La stagionalità dell'elettricità 

In estate, le condizioni meteorologiche permettono alla Svizzera di produrre molta energia elettrica, che poi esporta. Lo stesso succede anche in inverno, con la quantità di neve che dà linfa alle centrali idroelettriche. Se l’inverno è secco, il nostro paese è costretto ad importare elettricità, da fonti come il gas naturale. La situazione geopolitica attuale, dunque, ha grande influenza sulla situazione dell’approvvigionamento elettrico. Approvvigionamento che è stato garantito lo scorso inverno, nonostante i lavori di manutenzione della centrale di Gösgen. Ma per il futuro permane l’incertezza. «Ci sono dei siti di stoccaggio che accumulano gas durante l’estate. Al momento, gli stoccaggi dell’UE sono pieni al 34% e dovrebbe iniziare la loro fase di riempimento. Nel migliore dei casi, questa stagione può diventare più costosa, nel peggiore, più difficile. Di inverno, si entra quindi in un periodo critico per il gas e di conseguenza per l’elettricità», afferma Motz.

E nel concreto?

La chiusura dello stretto di Hormuz ha dunque fatto esplodere i prezzi del gas naturale. Attualmente le centrali nucleari francesi, altra fonte di importazione, hanno un’adeguata disponibilità. Ma l’incertezza è dietro l’angolo, qualora si protraesse a lungo la chiusura dello stretto. «Sono fiduciosa che non arriveremo a non accendere la lampadina in inverno. Sarebbe qualcosa del tutto eccezionale. In uno scenario estremo potremmo assistere a dei razionamenti. Io ritengo che questo è uno scenario con una probabilità estremamente bassa», conclude Motz.