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Svizzera
Elettricità, aziende verso riduzione consumi
Immagine CdT/Putzu
Immagine CdT/Putzu
Keystone-ats
4 anni fa
Si comincerà a invitare a consumare meno, si proibiranno alcuni apparecchi e se questo non sarà sufficiente si imporranno dei contingenti

Le aziende svizzere devono prevedere di essere sottoposte a tagli dell’elettricità del 30-50% in alcuni momenti di questo inverno e chi in passato ha già agito per cercare di risparmiare non sarà privilegiato: lo afferma l’esperto Stéphane Genoud.

Verso una penuria energetica
“Purtroppo non si sta giocando all’allarmismo”, afferma in un’intervista odierna alla radio RTS il professore di management dell’energia presso la HES-SO, la Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale. “È veramente abbastanza probabile che questo inverno saremo confrontati con una penuria”.

Le misure
Si comincerà a invitare a consumare meno, si proibiranno alcuni apparecchi e se questo non sarà sufficiente si imporranno dei contingenti. “Concretamente si guarderà ai consumi e si dirà: il mese prossimo avrete a disposizione il 70% di quello che avete consumato l’anno scorso”. Quindi ciascun imprenditore dovrà guardare dove, all’interno del proprio stabile, sarà in grado di risparmiare il 30%. “Potrebbe essere necessario ridurre i consumi del 30%, 40% o 50%: e se queste misure non saranno sufficienti si parlerà di penuria e si taglierà la rete elettrica”, prosegue Genoud. “Le aziende di distribuzione dell’elettricità riceveranno il compito dalle autorità federali: si toglierà per esempio per 4 ore la corrente a Sion, le 4 ore successive a Losanna, poi toccherà a Ginevra”. Si prevedono interruzioni di 4 ore: “se non sarà sufficiente saranno un po’ più lunghe”, puntualizza lo specialista.

Nessuna eccezione
E le imprese che già oggi sono impegnate a ridurre i consumi? Vi saranno misure più selettive - chiede la giornalista di RTS - che terranno conto di chi si è dato da fare in passato? “Vede, l’energia è un bene comune, bisogna che si faccia attenzione tutti”, risponde l’intervistato. “Grazie a colui che ha fatto degli sforzi - permettono effettivamente di allentare il problema - ma se ci si trova in una situazione in cui è in gioco la sicurezza sarà necessario che tutti si allineano, lui compreso”. Piuttosto bisognerà seguirne l’esempio per ridurre ulteriormente i consumi, perché i problemi torneranno anche nell’inverno seguente, osserva il docente che ha una formazione come elettricista e come ingegnere, nonché una laurea e un dottorato in economia. Ma “purtroppo non si potrà distinguere fra chi ha compiuto molti sforzi di riduzione dei consumi e coloro che non hanno fatto nulla”.

Tre fattori in gioco
E quando arriverà il momento fatidico? Tre sono i fattori in gioco, risponde l’intervistato: primo il ritorno alla produzione delle centrali nucleari francesi, secondo la decisione del presidente russo Vladimir Putin di chiudere o no le forniture di gas, terzo il grado di freddo. “Sarà la combinazione di questi parametri a dirci quando mancherà l’energia”, spiega Genoud. “Al momento si pensa a gennaio o febbraio”. Ma non bisogna assolutamente aspettare quei mesi per correre ai ripari, conclude l’esperto.

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