
Vaud e Neuchâtel aprono questo finesettimana la serie di ballottaggi che dovranno completare la geografia politica in seno al Consiglio degli Stati. Nei due cantoni romandi la sinistra, che attualmente detiene tre dei quattro seggi in palio, spera in un risultato migliore rispetto al trend delineatosi nel primo turno lo scorso 21 ottobre.Il partito socialista neocastellano spera di ripetere l'exploit del 2003, quando era riuscito - caso unico in Svizzera - a fare eleggere tutti e due i suoi candidati. Allora Gisèle Ory si era aggiudicata il seggio della radicale Michèle Berger-Wildhaber. Al primo turno la Ory è risultata in testa, mentre l'altro senatore uscente, Pierre Bonhôte, si è piazzato solo al terzo posto. Il PS ha comunque deciso di mantenere invariato il ticket per il secondo turno. Al radicale Didier Burkhalter, secondo il 21 ottobre, toccherà tentare di riconquistare un seggio per i partiti borghesi.Anche nel canton Vaud la sinistra, che rischia di perdere il seggio lasciato libero dal socialista Michel Béguelin, è sulle spine: Géraldine Savary (PS) e Luc Recordon (Verdi) si sono infatti piazzati al primo turno alle spalle due candidati della destra Charles Favre (PLR) e Guy Parmelin (UDC).La composizione definitiva del Consiglio degli Stati sarà nota solo il 25 novembre: la prossima settimana è infatti previsto il ballottaggio in Ticino, mentre a Zurigo e San Gallo il popolo sarà chiamato alle urne la settimana successiva. Finora sono stati attribuiti 37 dei 46 mandati alla Camera dei cantoni: 13 al PPD, 9 al PLR, 7 all'UDC, 7 al PS e 1 ai Verdi.ATS
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