
Preoccupati per l'unità della Chiesa cattolica svizzera e la sua comunione con il papa, i vescovi elvetici hanno compiuto oggi, lunedì di Pentecoste, un pellegrinaggio nazionale all'abbazia territoriale di Einsiedeln (SZ). Numerosi fedeli di tutte le regioni del Paese hanno seguito l'invito del clero, indica oggi un comunicato della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS). La CVS ha preso questa iniziativa in risposta alle tensioni che attraversano la Chiesa negli ultimi tempi in seguito a fatti come la revoca della scomunica nei confronti dei vescovi della Fraternità di San Pio X. Il significato dell'unità dei cattolici, l'interpretazione del Concilio Vaticano II e l'atteggiamento della Chiesa nei confronti delle polarizzazioni interne suscitano discussioni, indica il comunicato. Nella predica (tenuta nelle quattro lingue nazionali) Kurt Koch, presidente della CVS, ha espresso l'auspicio che le divisioni interne possano essere colmate. Unità e pace nella Chiesa non provengono dai soli fedeli, ma "sono doni dello Spirito Santo", ha detto il prelato. La Pentecoste è del resto la celebrazione della discesa dello Spirito Santo. Come in politica, "la nostra Chiesa talora dà l'impressione di occuparsi meno del messaggio del Vangelo che delle persone e gruppi che si esprimono nell'opinione pubblica", ha denunciato Koch. La conseguenza è che "i diversi partiti conservatore o progressista, fondamentalista o liberale, reazionario o riformatore (...) non si parlano più e non pregano neppure più assieme". ATS
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