
L'educazione sessuale a scuola non va impartita ai bambini d'età inferiore ai 9 anni. È quanto propone l'iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare» sulla quale il popolo sarà chiamato ad esprimersi. L'iniziativa, secondo la Cancelleria federale, è infatti formalmente riuscita: delle 110 929 firme inoltrate il 17 di dicembre, ne sono state convalidate 110 040, si legge in una nota odierna.
Stando ai promotori di questa modifica costituzionale, la scuola materna dovrebbe fornire al massimo un corso destinato alla prevenzione degli abusi. A partire dai nove anni possono invece essere impartite lezioni facoltative di educazione sessuale
Lezioni obbligatorie sulla sessualità andrebbero invece riservate soltanto a ragazzi di 12 anni e più nell'ambito delle lezioni di biologia, destinate alla "trasmissione di conoscenze sulla riproduzione e lo sviluppo umani".
Stando al comitato promotore, l'iniziativa intende contrastare i piani dell'Ufficio federale della sanità che, col pretesto di scongiurare la diffusione dell'Aids, vuole introdurre di soppiatto l'educazione sessuale obbligatoria già all'asilo.
Il giorno della consegna delle sottoscrizioni, Sebastian Frehner (UDC/BS) aveva dichiarato di non giudicare appropriato che bambini di 4 anni fossero informati sulle differenze che intercorrono tra eterosessuali, omosessuali e bisessuali.
Tra i fautori dell'iniziativa figurano vari deputati federali, tra cui la consigliera nazionale ticinese Roberta Pantani (Lega). Quale promotore vi è anche il banchiere privato ticinese Michele Moor (UDC). La maggior parte dei deputati federali che sostengono questo testo sono di area democentrista.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

