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Svizzera
Edilizia, basta annunciare i posti di lavoro vacanti
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
A partire da gennaio 2023 verrà revocato l’obbligo di annunciare i posti di lavoro disponibili per le professioni edili con carenza di personale qualificato.

Revocato l’obbligo di annunciare i posti vacanti nelle professioni dell’edilizia. La misura, che entrerà in vigore a partire dal 2023, piace alla Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC), la quale -si legge nel comunicato stampa- “prende atto con soddisfazione del fatto che da gennaio l’elenco dei generi di professioni soggetti all’obbligo di annuncio sarà finalmente ridotto a una misura praticabile, comprendente solo l’8,2% dei lavoratori invece del 19,4% attuale”.

“Finalmente meno oneri burocratici” 

“Il 1° gennaio 2023”, scrive la SSIC, “metterà finalmente fine alla discrepanza tra l’obbligo di annunciare i posti vacanti imposto dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e l’elevato onere burocratico per consentire alle imprese di costruzione di occupare i posti vacanti nelle professioni dell’edilizia con carenza di personale qualificato, come costruttori stradali, costruttori specializzati di gallerie, costruttori di binari, gruisti e conducenti di macchine edili, con lavoratori qualificati locali. Questo perché, nel periodo di calcolo compreso tra ottobre 2021 e settembre 2022, il numero di disoccupati per queste professioni dell’edilizia è stato inferiore al 5%”.

Le critiche mosse dalla SSIC

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori, viene scritto, “aveva più volte criticato il fatto che in quel periodo numerose professioni con un’evidente carenza di personale qualificato rientrassero nell’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti, perché l’obbligo di notifica, dalla sua prospettiva passata, rifletteva la problematica situazione occupazionale nel picco della crisi legata al coronavirus”.

La misura potrebbe valere un solo anno

“Se non ci sarà un cambiamento repentino, le professioni dell’edilizia con carenza di personale qualificato potrebbero essere nuovamente soggette all’obbligo di notifica già a partire dal 2024, a causa del rallentamento economico che si sta delineando”, viene specificato nel comunicato. “Il problema di fondo” -spiega la SSIC- “è che nell’attuale acquisizione dei dati relativi all’obbligo di annunciare i posti vacanti non si fa distinzione tra lavoratori qualificati con attestato federale di capacità (AFC), lavoratori qualificati con certificato federale di formazione pratica (CFP) e lavoratori non qualificati senza attestazione delle competenze. Quest’ultimo gruppo, con un tasso di disoccupazione superiore alla media in tutti i settori, fa sì che l’intero genere di professione superi la soglia del cinque percento per l’obbligo di notifica, estendendo così quest’obbligo anche alle professioni con una carenza comprovata di personale qualificato”.

La ricetta dell’Associazione di categoria

“La misura più efficace sarebbe quella di aumentare la soglia del tasso di disoccupazione dal 5 all’8% a livello nazionale. Si potrebbe raggiungere questo obiettivo con un adeguamento a livello di ordinanza anziché di legge, che potrebbe essere attuato rapidamente. Ed è proprio ciò che esige la mozione di Erich Ettlin, consigliere agli Stati, per ristabilire una soglia realistica, e che secondo la SSIC merita di essere sostenuta”.

 

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