
In Svizzera il tasso di crescita demografica è ormai paragonabile a quello dell'India. Il numero di abitanti aumenta cinque volte più velocemente rispetto a quanto avviene nell'Unione europea e ogni secondo viene cementificato 1,1 metro quadrato di terreno. Le autorità federali sono completamente sorde alle preoccupazione espresse dalla popolazione, ma è giunto il momento di decidere in che Paese vogliamo vivere: uno con 9 milioni di abitanti o con 12 milioni. Sono questi in sintesi gli argomenti dell'Associazione Ecologia e Popolazione per sostenere l'iniziativa in votazione il 30 novembre. Con la sua proposta, Ecopop si prefigge di garantire una crescita sostenibile in Svizzera limitando l'immigrazione ad al massimo lo 0,2% del totale degli abitanti della Confederazione. Per lottare contro la sovrappopolazione a livello mondiale propone di destinare il 10% dei fondi di aiuto allo sviluppo a misure di controllo delle nascite nei paesi poveri. In Svizzera la popolazione cresce fra l'1,1 e l'1,4% l'anno. È come se ogni anno sorgesse sul nostro territorio una città come San Gallo o Winterthur. I partiti che si oppongono a Ecopop sostengono che i problemi ecologici possono essere risolti riducendo il consumo di energia e grazie ai progressi tecnologici, ma anche l'aumento della popolazione è un a fattore che incide innegabilmente, ha sottolineato in conferenza stampa a Berna l'ex direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente Philippe Roch, fra i promotori del testo in votazione. Le costruzioni sorgono come funghi. Al ritmo attuale di 100'000 nuovi abitanti l'anno, fra dieci anni tutto l'altipiano sarà edificato, da Basilea a Ginevra, ha da parte sua rilevato l'ex consigliere nazionale evangelico Ruedi Aeschbacher. Questo aumento incontrollato della popolazione non permetterà di rinunciare al nucleare, ha aggiunto la verde liberale Erika Häusermann. Già ora abbiamo difficoltà a coprire i bisogni energetici crescenti, continuando di questo passo saremo obbligati ad acquistare energia all'estero prodotta da centrali a carbone o atomiche, perché non potremo tappezzare le Alpi di dighe e centrali eoliche. Ecopop intende far pressione sulle autorità federali per spingere ad occuparsi di questo tema. Malgrado le varie iniziative accettate in votazione popolare, fra cui quella contro l'immigrazione di massa approvata il 9 febbraio, il Parlamento rimane completamente sordo alle richieste di cercare un equilibrio fra crescita e protezione del territorio, ha aggiunto Roch. Gli ha fatto eco il consigliere agli Stati sciaffusano Thomas Minder, che ha accusato Berna di non aver mai fatto nulla per gestire l'immigrazione, nemmeno quando ne aveva la possibilità e nemmeno adottando misure compatibili con gli accordi bilaterali. Gli ambienti economici sostengono questa immigrazione solo perché ne traggono profitto. Potrei farlo anch'io in qualità di imprenditore, ha aggiunto: fabbrico saponi e dentifrici, quindi più gente c'è più vendo. Non sono solo gli impresari costruttori che approfittano del boom senza precedenti nell'edilizia, tutti gli imprenditori hanno interesse a che le cose rimangono come sono. Nessuno sa però spiegarmi cosa ci guadagno io, come persona, se la crescita demografica continua a questi ritmi, ha aggiunto. Viste le resistenze, non bisogna essere profeta per predire che il risultato del 9 febbraio non sarà applicato, ha detto ancora il "senatore" indipendente. Bisogna dare di nuovo un segnale chiaro alla classe politica, ha proseguito. I promotori dell'iniziativa chiedono pure di investire di più nel controllo delle nascite nei paesi poveri. Il diritto alla donne di accedere alla pianificazione famigliare avrà un ruolo fondamentale per l'evoluzione della popolazione mondiale che potrebbe raggiungere i 28 miliardi di abitanti nel 2100 se non si fa nulla, ha spiegato la socialista bernese Anne-Marie Rey. Nei paesi poveri le donne hanno 5 o sei figli, spesso a partire dai 15 anni. Questo incide sia sulla salute della donne stesse sia sulle loro possibilità di avere una formazione, frenando così lo sviluppo economico e sociale nei paesi poveri.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

