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Svizzera
Economiesuisse: "No a coprifuoco, si strangola l'economia"
Economiesuisse: "No a coprifuoco, si strangola l'economia"
Economiesuisse: "No a coprifuoco, si strangola l'economia"
Redazione
6 anni fa
Il presidente Heinz Karre: "Dove è possibile mantenere le regole di distanza la gente dovrebbe andare a lavorare"

Sì alle misure di protezione contro il coronavirus, ma no a un coprifuoco che strangolerebbe l'economia. È questa in estrema sintesi la posizione di Economiesuisse, l'associazione che rappresenta le imprese elvetiche.

"Coprifuoco sproporzionato"Attualmente circa l'80% del mondo economico sta continuando a funzionare, stima il presidente dell'organismo, Heinz Karrer, in un'intervista pubblicata oggi dalle testate dell'editore Tamedia. Questo è possibile solo grazie all'enorme capacità di adattamento delle aziende, ha aggiunto. Occorre comunque valutare le misure delle autorità. "Un coprifuoco totale sarebbe sproporzionato", sostiene il 60enne. "Dove è possibile mantenere le regole di distanza la gente dovrebbe andare a lavorare".

"L'economia ha bisogno di un segnale da parte del CF"Naturalmente, la priorità è la protezione delle persone e dell'infrastruttura ospedaliera, ma presto sarà in gioco la struttura economica del paese, mette in guardia Karrer. "L'economia ha bisogno di un segnale da parte del Consiglio federale: ci dica che le misure saranno allentate non appena la situazione lo consentirà, in modo che le cose si riprendano prima o poi". La situazione è molto difficile per i settori già interessati dai provvedimenti restrittivi. "Conosco casi di perdite quasi totali delle entrate", osserva il manager con studi interrotti a San Gallo. La perdita di prodotto interno lordo potrebbe salire a 100 miliardi di franchi e il lavoro a orario ridotto potrebbe interessare il 10% degli occupati, a seconda di quanto durerà la crisi.

"Misure per migliorare il campo della disoccupazione"L'ex Ceo di Axpo chiede al mondo politico soprattutto miglioramenti nel campo della disoccupazione parziale. "Ci aspettiamo una soluzione per i lavoratori autonomi e i proprietari di aziende, oltre a un significativo aumento delle risorse finanziarie". Troppe persone direttamente colpite dalla crisi sono ormai escluse da questo strumento di per sé buono. Inoltre è necessario che le imprese dispongano di liquidità. "Qui deve intervenire la Confederazione, sia con garanzie per i prestiti bancari che direttamente".

Karrer si dice per contro scettico riguardo ai programmi di stimolo economico. "Dai paesi in cui questo approccio è stato adottato sappiamo che i miliardi, non importa quanti e non importa dove siano stati spesi, sono sempre arrivati troppo tardi e nel posto sbagliato", sostiene.

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