
La locomotiva congiunturale tedesca tossicchia ed è sempre più rallentata dalla recessione che colpisce il sud dell’Europa. L'economia svizzera ne esce relativamente bene, anche se la necessità di rivolgersi maggiormente verso i mercati extra-europei costituisce per essa una sfida importante. Lo afferma il più recente rapporto di Economiesuisse, diffuso oggi. La disoccupazione non supererà il 3%La congiuntura interna, secondo Economiesuisse, è sostenuta dall’immigrazione, dall’aumento reale dei salari, dal livello dei tassi d’interesse e dalla stabilità dei prezzi. Complessivamente, si prevede per il 2013 un aumento del prodotto interno lordo dell’1,0% e dell’1,5% per il 2014. Il numero dei disoccupati non dovrebbe superare il 3%. Il punto più basso è stato superatoIn questo contesto piuttosto rigoroso, l’industria svizzera d’esportazione se la cava egregiamente. I prodotti molto innovativi dell’industria chimica e farmaceutica sono quelli che approfittano maggiormente dei mercati extra-europei in crescita. Un altro settore svizzero molto importante, quello delle macchine, degli equipaggiamenti elettrici e dei metalli, è maggiormente orientato verso il mercato europeo; esso dovrebbe pertanto, al pari dell’industria tessile, conoscere una ripresa solo progressiva – dopo i sensibili cali sensibili subiti negli ultimi anni. Sembrerebbe che il punto più basso sia stato superato. Risorgerà anche l'albergheriaSebbene mitigata da una diminuzione della domanda, osservata principalmente in Cina, la crescita dell’industria orologiera rimane positiva. Le esportazioni di prestazioni di servizi registrano qua e là una leggera diminuzione nel 2013. Le incertezze legate al settore bancario lasciano delle tracce. Per il 2014 si prevede tuttavia una nuova ripresa, anche modesta, delle esportazioni di servizi. Vi contribuirà anche l’industria alberghiera, che dovrebbe risorgere dopo anni difficili. I salari aumenteranno di nuovoQuest’anno e in misura inferiore l’anno prossimo, la crescita economica sarà essenzialmente alimentata dal mercato interno. Quest’ultimo beneficia di vari fattori: in primo luogo, l’immigrazione resta importante. Anche se la diminuzione del numero dei posti vacanti lascia presagire un indebolimento della tendenza, il saldo migratorio rimarrà positivo. Secondo, i salari reali sono leggermente aumentati, in particolare grazie all’evoluzione negativa dei prezzi osservata quest’anno. I prezzi dovrebbero rimanere stabili anche l’anno prossimo, ciò che si tradurrà in un nuovo aumento dei salari. Infine, il livello minimo storico dei tassi d’interesse aumenta il margine di manovra delle famiglie sul piano delle spese e riduce i costi d’investimento delle imprese. Edilizia in declinoLa costruzione di alloggi raggiungerà ben presto il suo apogeo e non darà più impulsi sensibili alla crescita. Essa è limitata dalla penuria di terreni edificabili nelle regioni attrattive e dalla lentezza delle procedure per l’ottenimento di un permesso di costruzione. Inoltre, il blocco delle residenze secondarie darà un colpo di freno alla costruzione nelle regioni turistiche. Altre sicurezzeIl settore sanitario rimane un valore stabile e continuerà a svilupparsi nel 2013 e nel 2014. Anche la crescita dei settori della formazione, delle assicurazioni e del commercio proseguirà. Nel 2014, il commercio di automobili, nonché il settore dei media e della comunicazione dovrebbero pure registrare una ripresa dopo un esercizio 2013 difficile. L’industria agroalimentare conoscerà solo una modesta espansione, nonostante i successi riscontrati sui mercati d’esportazione. EuroPer quanto riguarda il cambio tra franco svizzero e euro, Economiesuisse prevede una sostanziale stabilità. Il tasso previsto
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