
Preservare le risorse naturali, incentivare il rispetto dell'ambiente nell'ambito dei consumi e rafforzare l'economia a ciclo chiuso: con questi obiettivi il Consiglio federale propone una revisione della legge sulla protezione dell'ambiente, che va in consultazione fino al 30 settembre. Il testo dovrebbe fungere da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Economia verde", promossa dagli ecologisti. Con la revisione il governo intende sviluppare ulteriormente la politica ambientale e modernizzarla. Le modifiche devono creare "nuove basi giuridiche per un uso più efficiente delle risorse naturali". Occorre ridurre a lungo termine e in misura considerevole il carico inquinante, rafforzare la capacità produttiva e la sicurezza degli approvvigionamenti. Per raggiungere simili traguardi occorrono ulteriori misure da affiancare alle attuali politiche della Confederazione in ambito ambientale, energetico, climatico, economico, agricolo e di ordinamento del territorio. Il processo richiederà vari decenni, secondo il Dipartimento dell'ambiente (DATEC). Il Consiglio federale controlla che tutte le misure previste "rispettino i principi della sussidiarietà, dalla proporzionalità e della sopportabilità dal punto di vista economico". Si dice persuaso che con l'economia verde l'uso delle risorse sarà reso più efficiente per tutto il ciclo di vita di un prodotto, dall'estrazione delle materie prime al consumo. La promozione dell'efficienza consentirà alle imprese di ridurre i costi di produzione. Inoltre si apriranno per l'economia opportunità in importanti mercati del futuro, per esempio per tecnologie a basso consumo di risorse. Questo sviluppo rafforzerà la capacità produttiva dell'economia e della Svizzera intera. Iniziativa economia verde Già lo scorso febbraio il Consiglio federale aveva deciso di opporre un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)", lanciata dai Verdi. L'iniziativa depositata il 6 settembre 2012 mira a creare per mezzo di un nuovo articolo nella Costituzione federale un'economia improntata alla sostenibilità e all'uso efficiente delle risorse, a promuovere cicli dei materiali chiusi e a garantire che le attività economiche non pregiudichino il potenziale di risorse naturali. Essa persegue infatti l'obiettivo di rendere sostenibili l'economia e i consumi in Svizzera per il 2050 e ridurre così l'"impronta ecologica" del nostro Paese in misura tale che, calcolata sulla popolazione mondiale, non superi in consumi le risorse disponibili su un pianeta equivalente alla Terra. Pur accogliendo favorevolmente l'orientamento dell'iniziativa, il Consiglio federale presume tuttavia che essa non sia attuabile entro il 2050. ATS
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