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Svizzera
Ecco il comitato per la libera circolazione, contro l'UDC
Ecco il comitato per la libera circolazione, contro l'UDC
Ecco il comitato per la libera circolazione, contro l'UDC
Redazione
7 anni fa
È nato alla Casa d'Italia di Berna per rispondere all'esigenza di contrastare "l'ennesimo attacco ai diritti degli stranieri"

Recentemente, presso la Casa d’Italia di Berna, è nato Il Comitato unitario per la libera circolazione in vista della campagna contro l’iniziativa “per un’immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione)”. )”. Il Comitato raccoglie un ampio spettro di organizzazioni italiane, storiche e di nuova formazione, e si rifà all’esperienza del primo Convegno delle associazioni di emigrati italiani in Svizzera (Lucerna, 1970) che contribuì a sconfiggere la prima iniziativa Schwarzenbach.

Nasce il comitato contro l’iniziativa UDCIl Comitato nasce per rispondere all’esigenza diffusa tra le realtà associative italiane di non sottovalutare la campagna, dando per scontato il rifiuto dell’iniziativa da parte del popolo svizzero, e “per contrastare con veemenza l’ennesimo attacco ai diritti degli stranieri e delle straniere a opera dell’Unione democratica di centro (UDC)”.

A chi si rivolgeIl Comitato si rivolge in particolare ai cittadini svizzeri con origini migratorie ma intende anche parlare ai / alle migranti che non possono votare per sollecitarli a una maggiore partecipazione alla vita pubblica elvetica.

I rischi del "sì"In caso di vittoria dell’iniziativa l’Accordo sulla libera circolazione delle persone Svizzera UE/AELS (ALC), che regola la vita di più di 1.700.000 persone in Svizzera, “verrebbe abolito con conseguenze gravi in termini di perdita dei diritti (soggiorno, ricongiungimento famigliare, prestazioni sociali …)”. La vittoria dell’iniziativa, inoltre, “segnerebbe anche una rottura degli Accordi bilaterali e quindi porterebbe la Svizzera in una dimensione d’isolamento rispetto all’Europa”. Le conseguenze economiche di un tale passo, come illustrano numerosi studi sul tema, sarebbero gravissime e porterebbero il paese in una situazione di instabilità politica e sociale senza precedenti.

“Non ripetiamo l’errore del 2014”“Il Comitato pensa sia necessario non ripetere l’errore del 2014, quando la campagna contro l’iniziativa Udc “contro un’immigrazione di massa” è stata condotta soprattutto dai settori economici e padronali”.Con la neonata organizzazione vorrebbero infatti “mettere l’accento non sulla questione economica ma su quella dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici, delle famiglie: forti diritti per tutte e tutti significa togliere le persone senza passaporto svizzero da situazioni di precarietà o ricattabilità che aggraverebbero, invece di risolvere, il problema della concorrenza tra lavoratori indigeni e lavoratori stranieri”.

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