
Cosa ha irritato di più i consumatori nel corso dell'anno 2023? Stando alla classidica stilata dalle tre associazioni svizzere dei consumatori (ACSI, Konsumentenschutz e FRC), che hanno ricevuto in totale 17'675 reclami da gennaio a novembre, al primo rango ci sono le "clausole inflazione" delle compagnie di telecomunicazioni. Al secondo posto ci sono le controverse contrattuali, che hanno portato ad un numero di segnalazioni leggermente superiore rispetto all'anno scorso, mentre al terzo posto gli abbonamenti abusivi e il greenwashing.
Le clausole inflazione
Quest'anno si è aggiunto un nuovo "problema" che riguarda il settore delle telecomunicazioni. Se da anni i consumatori sono confrontati con difficoltà nel dare la disdetta, quest'anno a irritare sono state le cosiddette clausole inflazione, che permettono agli operatori di aumentare il prezzo degli abbonamenti di telefonia, TV e internet in base all’andamento dell’Indice nazionale dei prezzi al consumo. E questo anche nel corso della durata minima contrattuale e senza che questo dia diritto ad una disdetta anticipata. L'ACSI ha da subito contestato queste clausole, che sono ritenute illegali dalle tre organizzazioni dell'Alleanza.
Le controversie contrattuali
Le dispute legate ai contratti sottoscritti dai consumatori sono state numerose anche nel 2023 (4444 segnalazioni, pari a un quarto del totale). In particolare il commercio online si distingue per numerosi casi di merci che arrivano con enormi ritardi o che non arrivano affatto. In caso di difetti o problemi, inoltre, il rispetto del diritto alla garanzia spesso non viene garantito. E fare valere i propri diritti in questi casi "può rivelarsi parecchio complicato e costoso", rileva ACSI.
Abbonamenti abusivi e greenwashing
Al terzo posto della classifica si trovano gli abbonamenti abusivi. Molti consumatori si trovano loro malgrado invischiati in abbonamenti che non volevano sottoscrivere, che pensavano essere gratuiti o dai quali fanno fatica a dissociarsi, soprattutto online. Sono state inoltre numerose le segnalazioni relative a casi di greenwashing, con aziende che fanno grandi proclami sulla propria sensibilità ambientale, che si rivelano però fuorvianti o privi di fondamento.
I costi della sanità
Molte lamentele sono arrivate anche per l'aumento dei premi di cassa malati, soprattutto dal Ticino, dove si è registrato l'incremento più elevato a livello nazionale. In questo contesto l'Alleanza dei consumatori fornisce consulenza su come risparmiare, cambiando soprattutto cassa malati.
Banche e servizi finanziari
La fusione tra Credit Suisse e UBS ha preoccupato molti clienti. "In generale, i consumatori sono spesso confrontati a cambiamenti nelle condizioni generali e aumenti di spese e commissioni per vari servizi finanziari e non possono fare altro che subire il tutto passivamente", rileva ACSI. "Anche la protezione dei dati in questo settore desta preoccupazione".
Altre lamentele
Tra le altre pratiche che hanno irritato i consumatori, ASCI segnala le ditte di incasso, che in maniera scorretta chiedono spese aggiuntive esorbitanti; la mancanza di chiarezza sull'origine di prodotti alimentari e sul loro contenuto; le tariffe o gli orari poco chiari delle aziende regionali di trasporto pubblico o delle FFS; l'aumento dei costi dell'energia elettrica e lo smantellamento progressivo di svariati tipi di servizi pubblici con paralleli aumenti di prezzo.

