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Svizzera
Ecco come il Covid ha ridotto il lavoro
Il settore della ristorazione e dell’alloggio ha perso il 54,1% dell’orario lavorativo. Foto CdT/Gabriele Putzu
Il settore della ristorazione e dell’alloggio ha perso il 54,1% dell’orario lavorativo. Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
La durata settimanale del lavoro è diminuita del 9,5%, toccato soprattutto il settore dell’alloggio e della ristorazione

La fine del lockdown non ha messo fine alle conseguenze della pandemia sul lavoro in Svizzera. A rivelarlo è l’Ufficio federale di statistica che ha calcolato come la durata settimanale del lavoro sia scesa del 9.5% nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Una persona occupata ha lavorato in media 28.4 ore a settimana.

Turismo il più colpito

Particolarmente colpito il settore dei “Servizi di alloggio e di ristorazione” che ha perso il 54,1% di orario lavorativo. Seguono le persone impiegate in “Attività artistiche, di intrattenimento, presso economie domestiche, altro” che hanno perso il 23% del loro orario di lavoro. Nel “Commercio e riparazione” il calo è stato del 16,8%. Cali meno marcati nell’amministrazione pubblica (1,7%), in “Attività finanziarie e assicurative” (-2,6%) e “Istruzione” (-3,9%).

Donne e indipendenti più colpiti

Sempre rispetto al secondo trimestre 2019, a mostrare la maggior riduzione dell’orario di lavoro sono state le donne, con un calo dell’11,3% sono state più penalizzate rispetto agli uomini, -8,4%. Mentre gli indipendenti (-13,9%) sono stati colpiti più rispetto ai dipendenti (9,1%). Infine è stato registrata una maggior diminuzione dell’orario di lavoro delle persone con bambini piccoli rispetto a quelli con ragazzi più grandi.

Meno vacanze, più assenze

Se nel 2019 ci si era assentati dal lavoro per disoccupazione parziale in media per 0,1 ore, quest’anno è avvenuto per 2,4 ore. La salute ha causato assenze in media di 1,2 ore (1 ora lo scorso anno). Sono invece diminuite le vacanze: 1 ora contro le 2,2 del 2019. Aumentato moltissimo invece il telelavoro: se lo scorso anno meno di un terzo dei lavoratori aveva lavorato occasionalmente da casa, quest’anno è toccato al 44,2%.

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