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Berna
Ecco chi ha incontrato la deputazione ticinese nella sessione autunnale
©Gabriele Putzu
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Ats
un anno fa
I deputati ticinesi alle Camere federali durante la sessione autunnale hanno discusso, tra le altre cose, di relazioni con l'Ue e i dazi di Trump insieme al consigliere federale Ignazio Cassis, ma anche di delocalizzazioni con il Ceo di Swisscom.

Incontri con i vertici di Swisscom, con il consigliere federale Ignazio Cassis e con altri esponenti del suo dipartimento. Sono questi i principali appuntamenti avuti della deputazione ticinese alle Camere federali durante la corrente sessione autunnale.

Dai dazi di Trump alle delocalizzazioni

Come spiegato dalla presidente Greta Gysin in conferenza stampa a Palazzo federale, la deputazione ha incontrato il CEO di Swisscom, Christoph Aeschlimann, con il quale si è discusso di delocalizzazioni. Quest'ultimo ha confermato che le decisioni in materia non sono state prese a causa di una carenza di manodopera in Svizzera, ma quali misure di risparmio. Una scelta che preoccupa la deputazione, ha sottolineato Gysin, perché in casi simili prima o poi tocca anche al Ticino. Durante queste tre settimane, i parlamentari ticinesi a Berna hanno anche avuto un incontro con il consigliere federale Ignazio Cassis, con il quale si è "discusso parecchio" di relazioni con l'Unione europea, ma anche dei dazi imposti dagli stati Uniti.

L'agenda della sessione invernale

Nella prossima sessione invernale è previsto un incontro con la sezione del personale del dipartimento di Cassis - quello degli Affari esteri - per discutere dell'italianità. Lo scopo è capire le "buone pratiche" del DFAE con l'obiettivo di poterle poi estendere anche ad altri dipartimenti. A dicembre è inoltre in programma un confronto con i vertici delle Ferrovie federali sul tema della riorganizzazione di FFS Cargo.

Italiano sotto pressione

Sul fronte delle lingue, la deputazione ha detto di essere molto preoccupata dalla decisione di Zurigo e San Gallo di rinviare l'insegnamento di una seconda lingua nazionale alle scuole medie. In questo senso, "salutiamo con favore" l'intervento del Consiglio federale, ha aggiunto Gysin. L'ecologista ha precisato che, se in questo caso la questione riguarda il francese, la pressione riguarda anche l'italiano, citando la rinuncia di alcuni cantoni all'insegnamento della lingua di Dante nei licei e le difficoltà presenti nelle cattedre universitarie di lingua e letteratura italiana.