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Svizzera
Eccessivo il licenziamento di un lavoratore FFS, ma non sarà reintegrato
© FFS
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Keystone-ats
4 anni fa
Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale, esprimendosi sul caso di un 61enne che era stato coinvolto in un caso di furto.

Il licenziamento di un impiegato delle FFS coinvolto in un caso di furto è da ritenersi eccessivo. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF) sostenendo che all'uomo possa essere rimproverata unicamente una violazione dell'obbligo di diligenza. L'interessato non sarà però reintegrato in azienda.

Cosa è successo

Nel febbraio 2021 l'imputato stava pulendo un treno alla stazione di Ginevra con un collega quando quest'ultimo ha trovato una borsa. Invece di portarla subito allo sportello, il collega l'aveva depositata in un locale di servizio. Più tardi, quando l'oggetto è stato consegnato al suo proprietario, questi si è accorto che era sparita una busta contenente 1700 euro.

Condannati per appropriazione semplice, sono stati licenziati

Nell'aprile 2021 i due dipendenti sono stati condannati per appropriazione semplice a una pena pecuniaria sospesa di 50 giorni. La parte lesa ha inseguito ritirato la denuncia e il caso è stato archiviato dalla giustizia ginevrina. Un mese dopo, i due dipendenti delle FFS sono stati licenziati con effetto immediato. Decisione contro la quale hanno inoltrato ricorso.

"Non ha mai toccato la borsa", licenziamento eccessivo

Se il ricorso del collega è stato respinto un anno fa dal TAF, quello dell'altro ferroviere è stato parzialmente accolto. I giudici di San Gallo sono giunti alla conclusione che il licenziamento è stata una misura sproporzionata. Il tribunale sottolinea che l'imputato non ha mai toccato la borsa e che non era a conoscenza del suo contenuto. L'unica cosa che gli si può rimproverare è una violazione dell'obbligo di diligenza per non aver incoraggiato il collega a consegnare immediatamente la borsa, come previsto dal regolamento.

Respinta la richiesta di reintegrazione al lavoro

Il TAF ha invece respinto la richiesta di reintegrazione del ricorrente. Tale misura è prevista dalla legge solo in casi particolari. All'uomo, che aveva quasi 20 anni di anzianità di servizio, è però stato riconosciuto il diritto allo stipendio per sei mesi, oltre a una indennità supplementare di otto mensilità per tener conto della sua età - 61 anni quest'anno - e del fatto che presto avrebbe potuto chiedere il pensionamento anticipato.