
I sangallesi potranno presto votare con un semplice clic di mouse. Il Cantone ha scelto di adottare il sistema di voto elettronico ginevrino, che dovrebbe essere introdotto nel corso dell'anno prossimo. "Verosimilmente lo sarà nell'autunno 2017", ha detto oggi all'ats Benedikt van Spyk, vicesegretario di Stato sangallese, confermando informazioni di stampa. Il contratto con il fornitore, il Cantone di Ginevra, deve ancora essere negoziato. La Confederazione deve dare a sua volta via libera. Il sistema scelto è stato preferito a quello messo a punto dalla Posta e costerà al Canton San Gallo 1,8 milioni di franchi per una prima fase-pilota di cinque anni. Due sistemi accreditati "I due sistemi si equivalgono in termini di sicurezza e tecnologia", ha detto van Spyk. A far pendere la bilancia è stata la differenza di prezzo: l'offerta della Posta sarebbe costata 600'000 franchi in più. I sangallesi residenti all'estero hanno già potuto approfittare dell'e-voting nel passato. Ma il sistema, utilizzato anche nei Cantoni Friburgo, Zurigo, Glarona, Soletta, Sciaffusa, Argovia, Turgovia e Grigioni è stato bocciato per le elezioni federali del 2015: la Confederazione non lo ha ritenuto abbastanza sicuro. Il consorzio dei nove Cantoni si è così sciolto. Tre Cantoni - Basilea-Città, Lucerna e Berna - già approfittano della soluzione sviluppata a Ginevra: pubblica, svizzera e "open source". Neuchâtel, e più di recente Friburgo, si sono invece alleati alla Posta e al suo partner spagnolo, l'impresa Scytl. Solo questi due sistemi sono stati accreditati dalla Confederazione. Cantoni recalcitranti Attualmente sono dunque ancora una ventina i Cantoni che non hanno ancora scelto una soluzione per il voto elettronico. La questione si fa pressante, in particolare per facilitare la vita di cittadini domiciliati all'estero in vista delle elezioni federali del 2019. La primavera scorsa il parlamento ha respinto una mozione che voleva obbligare i Cantoni a introdurre il voto elettronico entro il 2019. I consiglieri agli Stati non hanno voluto fare pressioni sui recalcitranti. In quell'occasione, il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr aveva dichiarato che visti i necessari adattamenti tecnici e giuridici è irrealistico pensare che tutti i Cantoni potranno introdurre l'e-voting entro il 2019. Almeno dieci di loro non hanno attualmente ancora una base legale per poterlo fare.
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