
Il Ministero pubblico ha abbandonato l'accusa di stupro nei confronti dei tre uomini portoghesi che hanno stuprato una 13enne alla stazione di Yverdon-les-Bains.
Questo perché la loro giovane vittima ha fatto perdere le proprie tracce da domenica scorsa, rendendo impossibile una ricostruzione dei fatti.
"La poca collaborazione della vittima e il fatto che gli imputati siano dei bugiardi patologici non ha permesso di stabilire una chiara versione dei fatti" ha dichiarato il procuratore Stephan Johner, secondo quanto scrive oggi 20 Minutes. "La forma giuridica dello stupro sarà abbandonata in quanto non si sa se la penetrazione è stata anale o vaginale."
Il procuratore ha poi formulato le sue richieste di pena, in considerazione degli altri reati di cui devono rispondere i tre portoghesi: 24 mesi di detenzione con la condizionale per tre anni, rispettivamente 16 mesi di detenzione di cui almeno 6 mesi da scontare e 22 mesi di detenzione di cui 6 da scontare.
L'avvocato difensore della 13enne ha dal canto suo ricordato che l'adolescente, malgrado sia assente al processo, aveva dichiarato: "Quella sera mi hanno distrutta."
La 13enne, che era stata adottata all'età di tre mesi dopo che i suoi genitori marocchini l'avevano abbandonata, ha più volte tentato il suicidio dopo la violenza subita dai tre portoghesi. Da allora, alterna ospedalizzazioni e soggiorni in strutture protette. Domenica scorsa, mentre si trovava in un campo estivo in Francia, è fuggita.
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