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"È giusto che il capo guadagni 300 volte più dei dipendenti"
"È giusto che il capo guadagni 300 volte più dei dipendenti"
"È giusto che il capo guadagni 300 volte più dei dipendenti"
Redazione
9 anni fa
Un antropologo spiega perché questa apparente disugualianza è in realtà compatibile con l'armonia sociale

È giusto che il capo di una grande impresa guadagni 300 volte di più che i suoi impiegati più modesti.

A sostenere questa tesi poco popolare è l'antropologo britannico Simon Sinek, specialista di leadership, che su Le Temps spiega perché questa apparente disuguaglianza sia in realtà compatibile con l'armonia sociale.

Sinek ricorda che l'homo sapiens è diventato un animale gerarchico per necessità. "Quando i nostri antenati tornavano dalla caccia, tutta la tribù aveva fame. Ma evidentemente non era possibile che tutti si gettassero allo stesso tempo sul cibo. Sarebbe sorto il caos e la sopravvivenza del gruppo sarebbe stata minacciata."

I nostri antenati dovettero quindi stabilire delle regole ed è proprio dalla spartizione del cibo che sarebbero nati i capi, secondo l'antropologo.

I capi erano quindi i primi a poter mangiare, ma dovevano pure caricarsi di un'importante responsabilità, quella di assicurare la protezione del clan. Il capo era quindi il primo ad affrontare il pericolo, quello che combatteva al fronte senza fuggire dal nemico.

Anche oggi, secondo Sinek, le nostre aspettative nei confronti dei capi restano le medesime. Anche noi lasciamo che i leader della nostra società mangino per primi e di più, ma quando il gruppo si trova di fronte a una minaccia esterna, "contiamo che il leader, che è più forte e meglio nutrito, sia il primo a precipitarsi verso il pericolo per proteggere gli altri. Il vero capo è quindi quello che è disposto a rinunciare al suo tempo, alla sua energia, al suo denaro o al suo comfort, per difendere il suo gruppo. Quando è necessario, decide di mangiare per ultimo."

Si potrebbe però obiettare che al giorno d'oggi molti dirigenti intascano cifre esorbitanti ma poi si defilano quando devono difendere i loro collaboratori.

Ma secondo Sinek non sono tanto i salari dei manager a indignare la popolazione (basti pensare che il popolo svizzero ha respinto l'iniziativa 1:12), ma piuttosto i bonus che percepiscono quando lasciano un'azienda.

"In tutte le organizzazioni che funzionano bene prevale una cultura nella quale i leader assicurano dall'alto una protezione per tutti i loro collaboratori" spiega Sinek. "Questo sentimento di sicurezza aumenta la cooperazione e la solidarietà tra i lavoratori, che diventano più creativi e comunicativi". Al contrario, se i dirigenti proteggono esclusivamente i propri interessi o quelli della propria cerchia, "gli altri lavoratori sono costretti a lavorare da soli o in piccole tribù per proteggere e difendere i propri interessi. Ciò che porta alla creazione di piccoli feudi, a nascondere gli errori invece di esporli, a rallentare la diffusione delle informazioni e a creare malessere."

È quindi giusto che un buon capo possa guadagnare anche 300 volte in più rispetto a un suo impiegato, secondo Sinek. Lo dimostrerebbe anche il fatto che gli scarti salariali tra capi e impiegati non provocano particolari tensioni tra questi ultimi, "per il semplice motivo che questi ultimi non sono contrari."

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